Stipendi: la crisi accorcia le distanze tra uomini e donne

Ma un divario così basso nel nostro paese dipende probabilmente, come fa notare la vice presidente della Commissione e commissario alla Giustizia e ai Diritti Fondamentali Viviane Reding, da una tendenza generale alla diminuzione delle retribuzioni maschili piuttosto che all’aumento di quelle delle donne. In pratica, in italia, sono gli stipendi degli ulmini a essere molto bassi e livellano la differenza rispetto alla retribuzione media femminile. In generale, fra il 2008 e il 2011, la differenza di salario nell’UE è scesa del 1,1% e in italia dello 0,9%.

La relazione della Commissione conferma anche che, secondo questi dati, le donne europee lavorano ancora 59 giorni all’anno a salario zero. Per l’esecutivo di Bruxelles, il principale ostacolo alla parità retributiva è il fatto che le leggi, pur essendo presenti, non vengono rispettate e che le donne denunciano poco le discriminazioni subite in termini salariali.

Quindi, nonostante i principi di parità retributiva per lo stesso lavoro, di parità di trattamento sul luogo di lavoro e il congedo minimo di maternità, la strada verso un’effettiva uguaglianza in questo campo è ancora molto lunga. Un altro problema è che la direttiva sulle pari opportunità, datata 2006, è stata recepita pienamente solo in Francia e nei Paesi Bassi. Negli altri 26 Stati membri, fra cui l’Italia, la trasposizione nel quadro legislativo nazionale non è ancora stata completata

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