Davanti alla parole “fenomeno”, “genio”, Paolo Rubboli indietreggia: “Sono un ragazzo modesto”. Eppure, a 17 anni, è già considerato una promessa della batteria. Ravennate, figlio di un percussionista, ha già superato i primi due esami delle Scuderie Capitani, l’accademia più importante per quelli che hanno sogni come i suoi. E li ha superati con ST (sotto tutela), che è come dire la lode.

Non solo. Quest’anno è arrivato in finale al Festival del Ritmo di Reggio Emilia e terzo nella sua categoria alle Giornate della Percussione di Montesilvano. Occasioni che gli hanno dato parecchia visibilità: “Dicono che ho talento, dicono che ho uno stile tutto mio, che suono la batteria come se avessi davanti le percussioni”.
Del resto Paolo viene da lì, da anni di studio delle percussioni orientali al Liceo Pinza di Ravenna, dove si iscrisse a cinque anni. Esperienza dopo la quale è passato al Mikrokosmos a studiare batteria: “Lo studio mi impegna circa tre ore e mezza ogni pomeriggio e nel fine settimana anche di più. Non mi pesa, ho una stanza per me in casa, e nessuno mi dice che disturbo. Mia madre ama la musica, anche se fa fatica a battere le mani a tempo. Mio padre mi spinge alla carriera di musicista. Ho una sorella più grande che studia all’università. E la mia fidanzata canta”. Paola frequenta il Ginanni, dove ha la media tra il sei e il sette: “Me la cavo, anche perché mi alzo alle cinque per preparare le verifiche e le interrogazioni”.
Oggi il punto di riferimento di Paolo è il suo insegnante Michele Panepinto. E mentre prepara con lui il terzo esame alle Scuderie Capitani, sogna di suonare per cantanti pop come Emma Marrone, Zucchero e Cesare Cremonini: “Il mio sogno sarebbe anche quello di entrare nell’orchestra di Sanremo”. A credere in lui, sono in tanti: a partire dal batterista Gianluca Capitani.
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