Sezioni primavera: modello vincente. Ma dopo sette anni, la sperimentazione non basta più

Compiono sette anni di vita le “sezioni primavera”, quelle che in alcune scuole dell’infanzia accolgono in realtà i bambini che a livello anagrafico sarebbero in età da nido (24-36 mesi). Al funzionamento di questo servizio educativo sperimentale in questi anni ha concorso prioritariamente il contributo finanziario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, quello del Dipartimento delle politiche per la Famiglia e del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, nonché quello della maggior parte delle Regioni e dei Comuni, attraverso le risorse strumentali e umane per la gestione diretta o in convenzione. Nonostante l’impegno finanziario profuso, le risorse disponibili hanno consentito solo parzialmente l’espansione del servizio sul territorio. Per le difficoltà economiche, nel corso degli ultimi anni si è registrata una riduzione delle risorse pubbliche culminata nell’anno 2012 con l’assenza dei contributi finanziari statali, mettendo a dura prova la sopravvivenza del servizio. In alcuni territori, tuttavia, il servizio è stato assicurato dall’intervento delle Regioni e dei Comuni.

Un recente monitoraggio svolto dal Miur ha messo in luce la validità del nuovo servizio che, nella prospettiva del sistema integrato 0 – 6 anni, si colloca in una fascia intermedia tra nidi e scuole dell’infanzia, rappresentando una esperienza di qualità pedagogica, flessibile ed originale nelle soluzioni organizzative. Il monitoraggio ha rilevato che attualmente fruiscono del servizio circa 25mila bambini accolti nelle oltre 1.600 sezioni primavera autorizzate e finanziate con contributo pubblico. A lavorarci sono 4mila unità di personale, impegnato nelle attività educative e nei relativi servizi di supporto. Per l’elevata domanda di servizio sono state attivate sul territorio, ancorché non formalmente registrate e finanziate, ulteriori sezioni primavera che ospitano, secondo una stima attendibile, altri 10-15 mila bambini. Si può ritenere, quindi, che attualmente, in servizi finanziati e non, vi siano circa 35-40 mila bambini che fruiscono del servizio educativo sperimentale delle sezioni primavera.

Il monitoraggio ha confermato come il modello della sezione primavera risulti idoneo a coprire i vasti territori extraurbani presenti in Italia, in cui l’insediamento umano è articolato in Comuni di piccole dimensioni. Pertanto la Conferenza delle Regioni ritiene che dopo sette anni di sperimentazione sia assolutamente necessario uscire da questa fase precaria e provvisoria, pervenendo alla stabilizzazione del servizio. Stabilizzare il servizio significa assicurarne l’indispensabile sostegno finanziario e consentirne la necessaria diffusione sul territorio
La Conferenza Unificata, convinta di tale scelta, chiede alle forze politiche di condividere l’obiettivo e di tradurlo quanto prima in norma di legge.

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