Bus scolastici: un posto per ogni alunno e sanzioni per chi danneggia i mezzi

A Ravenna nuovo regolamento per il servizio di trasporto scolastico. Nove sono gli articoli che definiscono i diversi aspetti del servizio: caratteristiche, organizzazione, iscrizioni, tariffe, comportamento e responsabilità degli utenti e degli autisti, sanzioni e controlli, presentando rispetto al passato le seguenti novità: i bacini scolastici di riferimento, individuati per garantire un posto ad ogni studente nell’ambito del proprio territorio, vengono definiti e aggiornati in relazione all’andamento demografico e favoriscono una buona organizzazione scolastica attraverso la definizione di regole chiare e condivise con i Dirigenti e l’Ufficio Scolastico Provinciale; la conferma del numero minimo di 10 studenti per l’attivazione del servizio con l’introduzione di un numero minimo di 5 studenti per il viaggio di ritorno. Ciò si è reso necessario in quanto l’organizzazione piuttosto variegata degli orari di uscita può determinare a volte una forte contrazione dei numeri e la conseguente presenza sullo scuolabus anche di un solo alunno; il richiamo specifico ad un corretto comportamento degli alunni in mancanza del quale si sottolinea la corrispondente responsabilità genitoriale a fronte di eventuali danni; l’individuazione di sanzioni graduali in relazione alla gravità del fatto commesso, previa informazione al dirigente scolastico, per garantire una azione educativa efficace.

In sede di Commissione consiliare è stato introdotto il punto rigaurdante il trasporto degli alunni disabili che viene effettuato dall’Asp secondo la migliore organizzazione per la tutela dei minori in relazione ad ogni specifica situazione e ad ogni specifica necessità con un servizio porta a porta in città e nel forese.

I consiglieri Sbaraglia e Ricci hanno presentato il proprio odg, approvato poi all’unanimità, con cui “si invita il sindaco e la Giunta comunale a dare adeguata informazione e conoscenza dei servizi specifici attivati dall’ASP in casi particolari di disagio tali da impedire alle famiglie la fruizione corretta e costante del servizio di trasporto scolastico e a promuovere e monitorare, anche tramite il supporto dei Consigli territoriali, un’attività di mutuo aiuto genitoriale che, presso le strutture scolastiche di riferimento, sostenga l’accompagnamento e la sorveglianza durante i percorsi fermata-casa qualora vi fosse un impedimento famigliare”.

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