Siete anche voi “mamme palcoscenico” o “papà sport”? Tranquilli, non sono i nuovi personaggi di Barbapapà ma solo alcune definizioni scaturite da un esperimento pubblicato sulla rivista PlosOne, che per la prima volta offre la prova empirica del fenomeno della proiezione dei propri sogni da parte dei genitori.
I figli c
ome allegato di noi stessi? A volte sì. Le mamme palco sono quelle che iscrivono le figlie a corsi di danza e teatro, i papà sport – in parallelo – sono invece coloro che esultano a bordo campo durante gli allenamenti dei figli. Vorrebbero esserci gli adulti, al posto dei figli?
L’esperimento è stato condotto tra Usa e Olanda sotto la direzione di Brad Bushman della Ohio State University e ha coinvolto 73 genitori di bambini tra 8 e 15 anni. Da tempo è noto che i genitori in molti casi trasferiscano sui bambini i propri sogni infranti e le proprie ambizioni mancate ma nessuno aveva mai dimostrato quale processo psicologico ci sia alla base, con prove empiriche.
Gli esperti hanno diviso in due gruppi il campione di genitori e, dopo aver loro fatto compilare un primo questionario psicologico per valutare quanto ritenessero i figli parte di sé, a un gruppo hanno chiesto di scrivere i propri sogni irrealizzati, all’altro i sogni insoddisfatti di un proprio conoscente. Subito dopo gli psicologi hanno valutato quanto ciascun genitore proiettasse sui figli le proprie ambizioni insoddisfatte.
Ad emergere è stato il fatto che i genitori che sentivano i figli parte di sé e che avevano appena scritto un testo sui propri sogni irrealizzati tendevano molto più a trasferire sulla prole quelle ambizioni.
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