Fabri Fibra non parteciperà al Concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma. Lo hanno deciso i sindacati che organizzano l’evento, Cgil, Cisl e Uil, dopo la richiesta pervenuta da parte dell’associazione D.i.re. (Donne in rete contro la violenza). La partecipazione è stata definita “grave e inopportuna” da parte della presidente Titti Carrano che parla di “linguaggi che oltraggiano continuamente il corpo della donna”.

Sul territorio romagnolo forti critiche arrivano da Nadia Somma, presidente dell’associazione Demetra di Faenza, che dal suo blog su “Il Fatto Quotidiano” spiega: “I motivi sono nei testi delle sue canzoni che lanciano messaggi omofobi, esaltano la violenza sulle donne, e tirano in ballo anche Pietro Pacciani facendo un ritornello di quella vicenda tragica che costò al vita a sedici persone e che è rimasta una ferita ancora aperta nella storia italiana”. Per Nadia Somma le canzoni incriminate sono in particolare due: “Su le mani” e “Venerdì 17”. Somma respinge le accuse di moralismo e “bacchettonismo”, sottolineando come in questo caso l’ironia non c’entri per nulla, visto che si parla anche dello stupro di una bambina di dodici anni. “Che Fabri Fibra – aggiunge la presidente di Demetra – canti pure nei suoi concerti, tra i fan che lo apprezzano. Il Primo Maggio no. Quel concerto lasciamo lo spazio a chi canta fuori dal coro e non fa spettacolo, almeno in quella occasione, con la violenza contro le donne”.

Il rapper, intanto, sulla sua pagina Facebook non si capacita dell’esclusione: “Nei miei testi forse non tutti ci leggono l’impegno politico o sociale necessario per eventi del genere. Nel 2013, per alcuni, il rap e i suoi meccanismi artistici sono ancora da interpretare e da capire fino in fondo. Qualcuno voleva che io suonassi e qualcuno no. Nonostante il tentativo, non si fa nulla. Il Primo Maggio è ancora soggetto a certi schemi che in altri circuiti live non ci sono o comunque non ci sono più. Penso in ogni caso che i concerti siano una bella occasione per i ragazzi di vivere esperienze musicali reali. Ci vediamo comunque in tour quest’estate e quest’autunno”.

A prendere le difese di Fabri Fibra sono anche alcuni artisti del panorama musicale. Su Twitter Jovanotti critica la decisione di escludere il rapper: “Mi sembra assurda questa censura a Fabri Fibra da parte del ‘minculpop’ dei sindacati. Fibra è un acceleratore di immagini, la sua è arte”. Anche Marracash sta dalla parte del collega, e sdrammatizza cinguettando: “Secondo me è molto più interessante essere al centro di un dibattito sul Primo Maggio, che esibirsi al Primo Maggio”. Polemico il comico Luca Bizzarri, che su Twitter scrive: “Ecco il problema, per le donne dei sindacati italiani, è Fabri Fibra. Oltretutto lui sarà disperato a dover rinunciare a cotal vetrina”.