
La casa, nel Cesenate, sta diventando sempre più un problema. A confermarlo vari indicatori, primo fra tutti quello degli sfratti, in continua crescita. Solo nel 2012, fra richieste di esecuzione e sfratti eseguiti (cioè con l’intervento diretto di allontanamento dell’inquilino da parte dell’ufficiale giudiziario), se ne sono contati 388, con un aumento di oltre il 60% rispetto all’anno precedente, quando se ne erano registrati poco meno di 240. Negli ultimi otto anni il loro numero è più che sestuplicato, passando dai 60 del 2005 ai 388 del 2012, con una forte incidenza degli sfratti per morosità, che nel solo 2012 sono stati 285.
“Questi dati sono il segno più evidente – sottolineano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore alle Politiche per il Benessere dei cittadini Simona Benedetti – che mantenere un’abitazione è ormai diventato uno dei principali problemi per un numero crescente di famiglie. Una situazione confermata dall’esperienza diretta dei Servizi Sociali del Comune, a cui negli ultimi 12 mesi sono arrivate oltre 200 richieste di intervento di questo tipo da parte di altrettante famiglie. Per far fronte a questa situazione, nel corso dell’anno 2012 sono state messe a punto misure straordinarie che fino ad oggi hanno permesso di aiutare 155 famiglie in grave emergenza abitativa (cioè con sfratto in corso di esecuzione o già fuori casa), per un ammontare complessivo di 77.809 euro”.
Intanto, nei giorni scorsi è stata pubblicata la nuova graduatoria definitiva per l’assegnazione di alloggi popolari, scaturita dall’ultimo bando pubblicato dal 18 luglio 2012 al 18 ottobre 2012. Le domande pervenute sono state 506, in aumento rispetto al bando precedente del 2010, quando ne erano arrivate 436. Un incremento significativo, che va anche ricondotto al fatto che nel frattempo è stato adottato il nuovo Regolamento per l’accesso. Ma la disponibilità di alloggi popolari è molto limitata. Attualmente il patrimonio dell’edilizia popolare conta su 903 alloggi, e nell’ultimo anno le nuove assegnazioni sono state 31, rese possibili solo attraverso il recupero di alloggi lasciati liberi da precedenti assegnatari.
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