“Con i pannolini usa e getta si spendono in tre anni, in media, 3mila euro. Con i lavabili 800 euro”. Claudia Lombardi, referente forlivese dell’associazione Nonsolociripà, sarà domenica 3 marzo alle 16 a Happy Familiy, in Fiera a Forlì, per l’incontro “Pannolini lavabili economici, ecologici, salutari. La Pannolinoteca”.
Claudia, con i tuoi figli che esperienza hai avuto?
“Ho due bambini di quattro e sei anni. Con il primo ho comprato qualche pannolino lavabile ma non ero convinta della scelta. Con il secondo, invece, me lo sono imposto. Mi ero resa conto dello spreco, delle montagne di rifiuti che si accumulavano e che mi facevano sentire in colpa. Quando gli amici mi hanno chiesto che cosa avrei voluto ricevere in regalo per il secondo figlio, ho chiesto di aiutarmi ad acquistare i pannolini lavabili”.
Comprare il kit completo, spendendo centinaia di euro in una volta sola, è la strada giusta?
“Io lo sconsiglio. Di pannolini lavabili ce ne sono di diversi tipi. Esistono quelli realizzati con tessuti naturali come cotone e canapa e quelli sintetici, fatti di mirofibra o micropile. Ce ne sono fatti tutti d’un pezzo, faticosi da asciugare e più cari. Poi ce ne sono composti da una mutandina traspirante esterna e da un pezzo assorbente: sono più economici e comprendono a loro volte diverse categorie. Una mamma deve rendersi conto di quali preferisce, quindi è meglio acquistarne pochi e di diversi tipi”.
Al di là del risparmio economico e della questione ambientale, ci sono altri vantaggi?
“Sì, quelli legati alla salute. Gli usa e getta contengono sostanze che servono a tenere asciutto il bambino ma che non gli fanno bene. Non a caso, se si usano i lavabili, è difficile che servano le creme per il sederino. Così si risparmia il doppio”.
Un deterrente, però, forse è la scomodità...
“In parte è vero, ci si deve organizzare di più. Ma da una ricerca fatta a Brescia è emerso che si perdono tre minuti in più ad ogni cambio. Non è la fine del mondo. E ne guadagni su altri fronti. Quanto ai lavaggi, si fanno in lavatrice, al massimo due volte in più alla settimana”.
Quanti sono i Comuni che danno incentivi in materia?
“In Italia più di un centinaio, in forme diverse. C’è chi riduce la tassa rifiuti in cambio dell’impegno ad usare i pannolini lavabili. C’è chi prevede dei buoni da spendere nei negozi convenzionati, come a Forlì: per un anno, una famiglia può usufruire di 50 voucher da 50 euro”.
Meglio i soldi o un’informazione mirata?
“La seconda. Se una mamma è convinta, non ha bisogno degli incentivi, anche se male non fanno. Se una mamma non lo è, i kit restano negli scatoloni. A Forlì c’è stata una campagna informativa molto ben fatta, che ha coinvolto pediatri e ostetriche. E’ stato siglato un protocollo che ha visto partecipare anche i Comuni di Galeata, Forlimpopoli, Galeata, Tredozio, Modigliana. E’ stata attivata una rete con i negozi e anche con i nidi, tutti i comunali e qualche privato: le educatrici non possono opporsi a utilizzare i pannolini lavabili laddove lo vogliano le famiglie”.
E’ in aumento la scelta dei lavabili?
“Sicuramente c’è una maggiore sensibilità. I nostri incontri sono sempre più frequentati. Io però dico sempre che dev’essere una scelta, non un’imposizione”.

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