Il navigatore? Non parla la lingua delle donne!

Il navigatore non parla la lingua delle donne. In auto, quindi, va usato dopo averci fatto amicizia per almeno tre volte: la prima per capire come funziona, la seconda per capire come parla, la terza per capire se quando parla ti prende in giro oppure no.

Passo 1. Capire come funziona. Se siete una donna lo sapete già: i libretti delle istruzioni non fanno per noi. Preferiamo di gran lunga la tecnica del pianista: pigiare tutti i tasti con eleganza fino ad accensione avvenuta. Per capire come funziona l’oggetto di turno si va per esclusione. Con il navigatore tutto questo è semplificato dal fatto che ha solo un paio di tasti. Si accende, si imposta la via e fa tutto da solo. A meno che non compaia la scritta ‘allineamento in corso’. Passati cinque minuti, sentitevi autorizzare a ri-pigiare quei due tasti fino all’infinito. Prima o dopo si allineerà.
Passo 2. Capire come parla. E qui sta la vera difficoltà. Perché quando vi consiglia di ‘iniziare a guidare’ prima di avervi indicato la via avete la rivelazione: non può averlo inventato una donna. L’essere dotato di praticità elevata all’ennesima potenza non può aver pensato che se siete fermi in una stazione di servizio che si affaccia su una provinciale a doppia corsia, con ogni senso che va avanti di chilometri prima di avere una rotatoria per farsi indietro, dovete iniziare a guidare di vostra iniziativa. Soprattutto se non avete una benché minima idea di quale sia la direzione da prendere. Chiunque l’abbia inventato, in ogni caso, è un genio mancato. Ed è meglio che getti la spugna e si dia a più allegre mansioni. Dotatevi dunque prima di uno stradario, quantomeno saprete da che parte iniziare a muovervi.
Passo 3. Capire se quando parla ti prende in giro. “Tra 300 metri, continuate dritto”. Se udite questa frase mentre state percorrendo un rettilineo senza alcuna possibilità di svolta, vi si toglie ogni dubbio: il navigatore vi prende in giro. Per non parlare di quando vi indica di svoltare a destra per farvi entrare in una strada di campagna impervia, ad ingresso vietato e dove, a meno di aver sbagliato voi indirizzo, è impossibile che vi sia l’ufficio che cercavate.

Giungo ai consigli pratici: quando deciderete di usarlo, portatevi dietro una decina di imprecazioni preferite, alcune le riserverei per vostro marito o il vostro compagno che ve l’ha prestato e al quale, ovviamente, quanto appena descritto non è mai accaduto.

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