Non posso pensare che nell’evoluzione dell’uomo le due locuzioni lì dove? e là dove? siano arrivate nel bel mezzo del cammino. La colpa deve essere di qualcuno venuto da molto, molto lontano. E così mi sono figurata che persino tra Adamo ed Eva sia andata così: “Scusa, Eva, hai visto la mia foglia?”, “E’ lì, Adamo”, “Lì dove?”, ed Eva spostando un sasso di  un millimetro, trovò la beata foglia. Da allora il genere umano se n’è andato avanti così, senza troppa voglia di cambiare le cose.

Esempio 1.

“Non è possibile, non ho calzini puliti, adesso come faccio?”
“Ma che dici, nel cassetto ce ne saranno almeno cinque paia!”
“Ti dico di no! Sai che faccio, me ne compro 50!” (pure alterato)
Pur sapendo che  anche questa volta andrà come per la foglia di fico, ti alzi dalla sedia, percorri la stanza, apri il cassetto. Toh, per sbaglio ci è finita pure una maglia. La sposti. Et voilà, i calzini son lì. Sette paia di calzini profumati alla lavanda.

Esempio 2.

“Dov’è il biberon del Nano?”
“Là.”
“Là dove?” (12 ore dopo i calzini, là dove ti altera)
“Dov’è sempre stato. Nel mobile grigio”
“Non c’è”
“Ti dico che c’è”
“Non c’è!”
Il biberon dista un palmo di mano dal solito posto. Il biberon c’è.