Diabete infantile: per fortuna ci sono le mamme, tra torte e sostegno a casa
Diabete, questione delicata. Soprattutto quando di mezzo ci sono dei bambini. L’Associazione Diabetici Ravennate lo sa. Ecco come interviene per aiutare le famiglie.
Diabete, questione delicata. Soprattutto quando di mezzo ci sono dei bambini. L’Associazione Diabetici Ravennate lo sa. Ecco come interviene per aiutare le famiglie.
Solo la merenda e un paio di quaderni per i compiti: lo zaino ha un peso piuma alla scuola primaria di classe. La mattina, quando si arriva, ci si siede nell’agorà e si discute di quello che si farà durante la giornata. La cattedra, nelle classi, non c’è. E nemmeno i banchi. Ci sono i tavoli, isole per gruppi di alunni. Qui, infatti, la condivisione è tutto. E il lavoro di gruppo è di casa.
Ma come fa una mamma a lasciare i suoi figli per trasferirsi a lavorare in un altro Paese? Ma come lo vivono, le “badanti”, quell’allontanamento? Il problema è serio, complesso e sta assumendo con il tempo risvolti sanitari di non poco conto. Ce lo racconta Marinela Ciochina, presidente dell’associazione Romania Mare – Casa Insieme.
Congedi parentali: in Emilia-Romagna ne usufruisce solo il 5,8% dei papà. Il dato, nonostante campagne di sensibilizzazione e politiche di incentivazione (ultima quella di Ravenna), è basso, come emerge dalla ricerca della Regione “Fotografia del sociale”.
Serena Randi non ha paura di ripetere di aver visto la morte negli occhi di sua figlia. E non smette di dire che tutti i genitori, i nonni, gli educatori e gli insegnanti dovrebbero prendersi due ore per conoscere le manovre di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica. Serena, per fortuna, quelle mosse banali quando fondamentali, le conosceva già. Infermiera di pronto soccorso all’ospedale di Faenza, quando nel 2008 è dovuta intervenire sulla sua bimba di sei anni, Sofia, che non respirava, ha fatto tesoro del suo bagaglio personale.
Mamme che state per partorire, o che avete appena partorito, questo è il progetto pensato per voi. Da dieci anni il Centro per le Famiglie di Cesena porta avanti “Mamme insieme” per le donne senza una rete femminile intorno. Un gruppo di volontarie – al momento sono undici – vanno a domicilio una volta alla settimana, per due o tre ore, e per alcuni mesi danno una mano.
Partorisci, torni a casa e a volte la solitudine ti attanaglia insieme ai mille dubbi del caso. Roberta Bracci, assistente sanitaria della Pediatria della Comunità di Cesena, oggi racconterà perché è importante non abbandonare le mamme a se stesse una volta uscite dall’ospedale.
“Mangiava poco, era svogliato, s’impegnava meno nei compiti, non voleva più andare a scuola”. Una mamma si accorge in due secondi se suo figlio cambia atteggiamento. E Maria, di Ravenna, quando ha notato quei segnali anomali in suo figlio, è rimasta con le antenne dritte. Stefano è stato vittima di bullismo.
Il genetista Lamberto Camurri, che Romagna Mamma aveva intervistato mesi fa sulla novità del test del Dna circolante nel sangue materno, smentisce le dichiarazioni del segretario nazionale della Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno-Fetale Claudio Giorlandino, che nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme sui troppi – a suo parere – falsi positivi.
Ruolo delicato quello delle famiglie dell’associazione Ravenna-Belarus che accoglie minori dalla Bielorussia. La presidente Giuseppina Torricelli è impegnata oggi negli ultimi preparativi per la prima giornata nazionale dell’accoglienza in programma domani.
Come hanno fatto Barcellona Pozzo di Gotto e La Spezia, anche Ravenna potrebbe introdurre la civil card, un documento sul quale viene scritta la “storia” dei figli di immigrati nati in Italia: nascita, vaccinazioni, iscrizioni a scuola.
Le case di maternità, dove si partorisce con il solo supporto delle ostetriche, in Italia sono solo quattro. Una di queste è a Bologna, si chiama “Il nido” e in gennaio ha attivato una sorta di succursale all’interno del Centro Salus di Imola. Due giovani ostetriche, Martina Palli e Melinda Giorgi, seguite a distanza da un gruppo di colleghe con esperienza 25ennale, sulla scia dell’esperienza bolognese stanno dando vita ad un modello di assistenza alle future mamme e alle neo-mamme diverso da quello tradizionale.