“Non sono riuscita a difenderla”. Sono le parole che Anna Maria Macaluso, mamma della piccola Anita Riva, morta nel 2008, a cinque mesi di vita, ha detto a La Gazzetta di Reggio. Pochi giorni fa la Cassazione ha sancito la prescrizione del reato.
La bimba era nata dopo un parto cesareo travagliato, riportando gravi danni cerebrali. A essere rinviati a giudizio furono una ginecologa, un chirurgo, un’ostetrica e l’anestesista. Nel processo di primo grado, a essere condannati a otto mesi di reclusione con pensa sospesa erano stati gincologa e ostetrica. Condanna confermata in Appello. Ma il 24 gennaio scorso la sentenza della Cassazione, che ha chiuso il procedimento penale dichiarando il reato prescritto.
“Se i giudici – ha detto la donna – avessero dichiarato i sanitari innocenti nel merito, lo avrei accettato. Ma che anni di udienze e di investimenti personali ed economici finiscano nel nulla per prescrizione, e ora so che era una tecnica difensiva finalizzata solo a prendere tempo, non è ammissibile”.
La donna, che nel frattempo si è separata e si è trasferita in Spagna, ha solo ricevuto un risarcimento dal Santa Maria Nuova.
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