La vita d’inferno dei piccoli orfani: quando papà uccide la mamma

bullismo, bimbo, solitudineDue bambini di 8 e 10 ai quali il padre ha ucciso la madre. Due orfani che vivono una vita d’inferno, come tutti coloro che si trovano nella loro condizione. A portare questa dolorosa testimonianza sono gli zii affidatari dei piccoli in una lettera al quotidiano La Stampa.

I bambini, spiega la coppia sono stati “catapultati in una nuova realtà familiare, esposti ai commenti degli adulti, alle domande dei bambini, alle notizie e alle foto di mamma e papà sui giornali e su internet. Poi inizia la fase del processo, la condanna. Rivivono ogni istante ‘il fatto’, così come lo chiamano loro, e lo raccontano minuziosamente ai familiari, alle insegnanti, alla psicologa e si chiedono: perché non possiamo raccontarlo al giudice?”.

Tutto questo è accompagnato da disturbi fisici come tremori, pallore, occhi sbarrati, balbuzie, tic, psoriasi, nausea, inappetenza. Ma ciò che quello più mortificante è l’enuresi: si fanno la pipì addosso, cioè. Non mancano disturbi psichici come instabilità, aggressività, distacco emotivo, sensi di colpa ma soprattutto paura: “Innanzitutto che il padre fugga dal carcere e uccida anche loro“. Frequentare la scuola diventa una fatica immane come “tutti i luoghi frequentati precedentemente”, compresi quelli sportivi e di svago: “Destano fortissimi ricordi e sprofondano in frequenti, dolorosi flash back. Non c’è più un posto, a loro conosciuto, che dia un po’ di sollievo e pace. Sono di una fragilità assoluta”.

Di sera, poi, non vogliono mai stare soli: si fanno accompagnare in tutte le stanze, compreso il bagno. Di conseguenza, nonostante la luce accesa, i letti accostati e la vicinanza di un adulto, le notti sono insonni. Quando prendono sonno è molto probabile che dopo un po’ si sveglino di soprassalto. Anche per i parenti affidatari e i loro figli tutto si stravolge: “In un istante sono spazzati via serenità, abitudini, comodità, tempo libero, progetti, clima allegro, vacanze, relazioni, vita sociale e possibilità economiche” ma “si sopporta tutto, con amore, tenacia, forza, unione, dedizione, entusiasmo”. Tutto o quasi: tra gli “ostacoli inaspettati” c’è soprattutto la burocrazia. Pure quella.

Qui il link alla lettera integrale.

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