Psicoterapia con i bambini: quando il disegno la dice lunga

foto 1 (10)L’utilizzo del disegno nella psicoterapia infantile ha una lunga serie di studi e ricerche. Il bambino attraverso la modalità del disegno è in grado di manifestare tutto il suo mondo interiore: le emozioni, le preoccupazioni, aspetti legati alla maturità cognitiva e il tipo di relazioni affettive presenti all’interno del suo mondo. Il disegno è uno degli strumenti utilizzati nella psicoterapia con i bambini, inoltre, perché rappresenta una modalità di comunicazione tra terapeuta e bambino, un ponte che unisce le due menti al lavoro per modificare una situazione.

Sono le parole della psicologa e psicoterapeuta Melissa Ciacci, che usa appunto il disegno come modalità abituale del suo lavoro clinico, nella psicoterapia con i bambini e gli adolescenti: “Nel disegno il bambino è in grado di raccontare se stesso ed i suoi vissuti mettendoci a conoscenza del suo mondo interno, delle cose che lo preoccupano, di come si costruisce un’immagine di sé. Attraverso il disegno con i bambini si entra nel loro mondo psichico in quanto è utilizzato come la libera associazione che può fare un adulto, uno strumento di terapia che facilita l’instaurarsi di un dialogo con gli aspetti profondi del piccolo paziente”.

Il disegno come il gioco può avere un fine catartico, per esempio quando il bambino, con un disegno, porta all’attenzione dello psicologo una paura e può essere aiutato dal terapeuta esperto a superarla, elaborarla, magari senza mai parlarne in forma diretta ma solo attraverso i personaggi del suo elaborato. Sono casi in cui il disegno è usato come strumento di difesa per tenere una distanza emotiva dalla sofferenza e per raccontarci quali risorse il piccolo paziente possiede per affrontare certe fatiche del crescere: “Nei disegni – continua la dottoressa Ciacci – si rivivono i conflitti ma si mettono in scena anche aspettative inconsce del bambino indicandoci la giusta direzione da dare alla terapia per condurre lui e tutta la sua famiglia fuori dalle acque limacciose dove spesso ci s’impantana senza ritrovare la giusta rotta. Il disegno è infatti il modo che il bambino mi offre per dialogare con lui al di là delle parole, il suo mondo che mi viene concesso di incontrare, è pertanto un materiale molto prezioso che io conservo con cura”.

Ogni piccolo paziente ha a disposizione una carpetta colorata sulla quale scrive il proprio nome e che decora a suo piacere con colori e piccoli adesivi: “Ogni ‘prodotto’ della nostra seduta è conservato e mi rendo conto che con gli anni dedico sempre maggior attenzione nel riporre i disegni, alla fine della seduta il mio piccolo cliente ed io riguardiamo il disegno, poi io solennemente tolgo l’elastico dalla carpetta e riponiamo il foglio. La maggior parte dei bambini di solito accetta di buon grado di lasciare in custodia le sue produzioni, fin dal primo incontro, ma se ciò dovesse costare un sacrificio al quale non sono ancora pronti, io da parte mia attendo che questi tempi e la nostra relazione siano più maturi, così è capitato che mi accontentassi di una fotocopia e che i bambini portassero a casa il loro disegno. Il più delle volte non viene più menzionato, altre volte il piccolo paziente al suo ritorno deve verificare il contenuto della carpetta e magari riprendere un disegno finito in precedenza per modificarne la storia ed il finale. La terapia è essenzialmente relazione ed evoluzione quindi ogni diverso comportamento del bambino contribuisce a darmi informazioni sul suo modo di essere e di reagire agli eventi per lui stressanti; i diversi atteggiamenti e comportamenti mi serviranno per tarare l’intervento psicoterapeutico”.

melissa ciacciIl test della persona sotto la pioggia è un test denominato carta-matita e permette attraverso criteri standardizzati di valutazione di fare una rappresentazione delle difese utilizzate da chi disegna: “Chiaro che un’indagine psicodiagnostica si avvale di diversi strumenti, questionari, indagine anamnestica, interviste più o meno strutturate, colloquio clinico ed osservazione clinica del disegno appunto e del gioco. Nel test della persona sotto la pioggia si dà la consegna di disegnare una persona sotto la pioggia, a fronte del disegno si procede con una lettura a carattere psicodinamico del disegno a fianco delle caratteristiche della produzione dello stesso: si analizza la posizione che hanno gli oggetti all’interno del foglio, i segni grafici leggeri o più intensi, l’uso o meno del colore e le caratteristiche della persona disegnata come ad esempio il sesso, la posizione degli arti, la dimensione”.

L’idea di base è che una persona sotto la pioggia sia una persona sotto stress ambientale. Si darà quindi un’interpretazione dell’ombrello, dell’abbigliamento usato per proteggersi dalla pioggia, della pioggia stessa. Una pioggia a lunghe gocce come lame; grosse gocce tonde e un ombrello piccolo; andare sotto la pioggia senza avere l’ombrello, con l’impermeabile o gli stivali da pioggia, se la pioggia proviene da una direzione particolare rispetto al foglio, se viene disegnata solo la persona o aggiunti altri dettagli non richiesti, importante la disposizione del disegno nello spazio. “Questo strumento – conclude Melissa Ciacci – risulta davvero molto utile nelle prime fasi della terapia, quando a fronte di una problematica incontrata dalla famiglia dobbiamo costruire il quadro della situazione che il bambino percepisce e che crea in lui una qualche forma di disagio“.

Bibliografia:
Antonino Ferro, La tecnica nella psicoanalisi infantile, Raffaello Cortina Editore
Louis Corman, Il disegno della famiglia, test per bambini, Bollati Boringhieri
Balconi M. Del Carlo Giannini G., Il disegno e la psicoanalisi infantile, Raffaello Cortina Editore
Crocetti G., Il bambino nella pioggia, Armando Editore.
Giovanni Ariano, Il disegno della persona umana, Borla Editore.

Melissa Ciacci Psicologa-Psicoterapeuta
Corso D’augusto 134  
47921 Rimini
Cel 347.7785841
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