Silenzi di piombo, “non detti” che generano rancori, segreti che causano traumi. La psicologa Anna Oliverio Ferraris torna a Ravenna questa sera alle 18 (Sala D’Attorre di Casa Melandri, via Ponte Marno 1) per presentare il suo ultimo libro “La donna che scambiò suo marito per un gatto. Psicologia di coppia e di famiglia” (Piemme).
Che cosa intendiamo per segreti familiari?
“Non necessariamente il classico tradimento. I segreti possono essere di ogni tipo, dagli enigmi che inceppano la comunicazione tra marito e moglie, alle vite che conduciamo fuori casa e che non riveliamo ai figli. I segreti ci sono sempre stati e oggi credo siano in aumento anche per le modalità con cui si mettono al mondo i figli: penso per esempio alle coppie che ricorrono alla fecondazione assistita o alle coppie omosessuali in cui uno dei due genitori è come un fantasma”.
Questa volta non ha scelto di scrivere un saggio ma di ricorrere alla narrazione vera e propria: perché?
“Perché le storie, che sono in parte reali e in parte modificate, consentono una maggiore libertà e permettono anche di mettere in luce aspetti che, nella trattazione saggistica, non emergerebbero. Sono casi nei quali i segreti sono diversi e scatenano effetti diversi. Tra le storie, una riguarda una bambina strumentalizzata dal padre, durante la separazione dalla moglie, per ottenerne l’affidamento: l’uomo arriva ad accusare il compagno dell’ex moglie di pedofilia”.
A cosa è ispirato il titolo?
“Il libro si sarebbe potuto chiamare ‘Segreti di famiglia’ o ‘Affari di famiglia’. Poi, però, la casa editrice ha optato per un omaggio al libro ”L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello’ di cui l’autore, Oliver Sacks, è morto lo scorso anno. Un modo per rifargli il verso”.

Bugie, omissioni, sentimenti nascosti: i figli sono spesso coinvolti?
“Lo sono quasi sempre, in maniera diretta o indiretta. Io sono figlia di un padre che aveva una vita esterna alla famiglia di cui non sapevo nulla e che dava a vedere di essere molto dedito, invece, a moglie e bambini. I figli, anche quando non sono oggetti dei tradimenti più o meno innocenti o più o meno drammatici, vengono comunque colpiti dai silenzi. Si sentono messi da parte e, in qualche modo, percepiscono il vuoto”.
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