Qualità e investimenti: la lista dei desideri di “Dentro al nido”

asilo nidoPiù qualità, più attenzione ai servizi pubblici, più investimenti. L’associazione “Dentro al nido” di Bologna scrive all’Istituzione dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia del Comune, chiamando in causa anche l’assessore alla Scuola Marilena Pillati e il sindaco Virginio Merola per chiedere prima di tutto di evitare ogni tentativo di “polverizzazione dell’educazione e dell’istruzione a a tutti i livelli, a partire dallo 0-6”. Il riferimento è anche alla querelle sull’assunzione di 158 maestre alla materna.

La presidente Annarita Ciaruffoli sollecita poi la nomina del comitato scientifico, garanzia di qualità, e un’azione di sensibilizzazione e promozione del sistema integrato bolognese “nei confronti delle forze economiche e dei comuni cittadini che possano a vario titolo contribuire alla riqualificazione e valorizzazione sia materiale che didattica, nonché di varietà dell’offerta educativa”.

Nella lettera c’è anche la richiesta di un consistente investimento comunale a un fondo condiviso che faccia capo all’Istituzione (e non struttura per struttura), alimentato per esempio dal 5 per mille o da donazioni “debitamente stimolate”, per esempio con sgravi fiscali.

“Dentro al nido”, con un’ottica al problema conciliazione famiglia-lavoro ma soprattutto al bene comune, vorrebbe poi che il Comune accompagnasse le aziende che intendano offrire ai propri dipendenti un sostegno alla genitorialità, progettando con queste ultime interventi “che non moltiplichino le piccole realtà interne” (nidi aziendali, ndr) “ma si rivolgano e di conseguenza sostengano e se necessario implementino le strutture già presenti sul territorio e quindi patrimonio comune”.

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