Un servizio ad hoc per future o neo-mamme vegane. Lo ha predisposto l’Asl di Monza e Brianza – come racconta Il Corriere della Sera – per un sostegno sui temi alimentazione e allattamento.
Il percorso, che verrà attivato in settembre e sarà a cura di un pool di ostetriche e nutrizionisti appositamente formati, è nato perché le donne vegane vengono spesso criticate perché non assumendo carne e altre proteine di origine animale come pesce, uova e latticini, le si accusa di non produrre un latte abbastanza nutriente per i loro figli.
Matteo Stocco, direttore Generale dell’Asl, ha spiegato al Corriere che chi sceglie un’alimentazione vegana o vegetariana è in genere molto informato e attento, per sé e per i propri figli e quindi si nutre in modo corretto senza creare difficoltà al feto e senza pregiudicare i valori nutritivi del latte. Ma è lo stesso giusto avviare un accompagnamento sanitario ad hoc. Soprattutto quando si tratta di madri o donne in ghravidanza.
Leonardo Pinelli, uno dei pochi pediatri esperti in nutrizione vegana e vegetariana in Italia, ha salutato il progetto di Monza con grande favore, soprattutto perché segnala un’attenzione istituzionale al tema.
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