Una torta alle noci dietro le sbarre. E il pensiero di Gaz va a suo figlio

Quando prepara la torta alle noci per la festa del papà, Gazmend Kullai pensa subito a suo figlio, che è rimasto in Albania. In realtà, quel pensiero lo aspetta al varco ogni mattina al risveglio. E si fa più dolce quando il suo bambino gli spedisce una lettera. In carcere, soprattutto quando ci sono feste comandate e ricorrenze, c’è sempre un’atmosfera nostalgica: e la torta alle noci, mentre s’impasta, richiama sempre alla mente la propria famiglia e i propri figli. Gazmend Kullai presenterà il suo libro di ricette “La dolce evasione. Cucinare dal carcere” questa sera alle 20,30 all’Ortica di Bologna (via Mscarella 26). La sua storia la racconta Redattore Sociale, che scrive come il detenuto della Dozza, che si è appassionato di cucina proprio dietro le sbarre, si sia ingegnato in mille modi pur di trasformare le proprie ricette in realtà. Potreste mai immaginare di cuocere una torta con uno sgabello e un fornellino da campeggio? Di tagliare a cubetti un pomodoro con il coperchio di una lattina? Non ci sono limiti alla fantasia, evidentemente, quando per scavalcare le sbarre ci si affida anche al gusto di un piatto.

Questa sera ci sarà anche Matteo Guidi, autore del libro “Cucinare in Massima Sicurezza”, edito da Nuovi Equilibri 2013. Gazmend Kullav, 43 anni, firma anche la rubrica di cucina del settimanale “Ne vale la pena” del carcere bolognese. Gaz viene dall’Albania, il suo fine pena si sta avvicinando, quando uscirà vuole continuare a lavorare come cuoco.

508254Tra i suoi dessert, tutti alquanto zuccherosi, c’è il dolce del permesso fatto con le mandorle e le noci, la torta Cristina dedicata alla professoressa vegana di inglese, c’è l’amicizia in carcere con la frutta secca e la crema pasticcera. Ogni ricetta è accompagnata da un breve racconto che ne spiega il significato.

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