Se dieci figli son pochi: la storia di Tito e Attilia

famiglia numerose, maniDieci figli. In tempi di crisi, calo della natalità, figli unici e donne “child free”, c’è anche chi appare decisamente controcorrente. Come la famiglia pesarese composta da Tito e Attilia Franchini, oggi 68enni, intervistati da Il Resto del Carlino. Avevano solo due bambini, i due, quando trent’anni fa la coppia scoppia, a lui diagnosticano un tumore in teoria letale e le cose, quindi, sembrano volgere al peggio. Ma marito e moglie, su consiglio del parroco, decidono di intraprendere il cammino dei neo-catecumenali, un movimento spirituale che cambia di fatto l’esistenza ai due.

Tanto che la coppia decide di mettere al mondo altri otto figli. Venticinque anni di differenza corrono tra il primo e l’ultimo. E l’organizzazione non è stata semplice, in questi anni. Il marito, che aveva un hotel a Gabicce, gestiva i figli d’inverno. La moglie, insegnante, se ne occupava di più in estate. Senza contare che i figli si facevano da baby sitter a vicenda.

E poi tante rinunce: no alle vacanze, no ai vestiti nuovi, no ai vizi. Fino a che Luca (45 anni), Sara (31), Angela (29) e Miriam (27) hanno aperto insieme un locale, il Bartendher. Il senso di comunità e di famiglia allargata, nel frattempo, non si è smentito: nove in tutto sono, per ora, i nipoti.

 

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