“Non salati in superficie, con il 30% in meno di sale” … sono solo alcune delle frasi recitate sulle etichette di tanti prodotti alimentari che consumiamo ogni giorno. Ma sappiamo davvero quanto sale assumiamo? Attenzione al sale nascosto!
Parte oggi la Settimana Mondiale per la riduzione di sale, promossa in Italia dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) fino al 22 marzo. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i consumatori sulla diffusa presenza di sale nascosto, consumato in grandi quantità fin dall’infanzia.
Anche i servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’AUSL della Romagna aderiscono all’iniziativa, sollecitando i cittadini ad una scelta consapevole di alimenti meno ricchi di sale al momento dell’acquisto. L’ assunzione massima giornaliera nell’adulto dovrebbe essere di 5 grammi, mentre il consumo medio in Emilia Romagna, pari a 10 grammi al giorno, lo supera di 2 volte. Inconsciamente, infatti, ogni giorno mangiando assumiamo dosi di sale che risultano di gran lunga superiori al normale fabbisogno.
Un consumo eccessivo di sale può favorire l’instaurarsi di alcune malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni. Si sa che prevenire è meglio che curare, di conseguenza, ridurre gli apporti di sale rappresenterebbe un’ importante misura preventiva. Basta poco infatti per capire che molto spesso le dosi utilizzate sono eccessive. Difatti preferendo erbe aromatiche fresche, spezie o un mix di limone ed aceto al sale, nel giro di poco ci accorgeremo di come i cibi appariranno saporiti al punto giusto, mentre sembreranno troppo salati quelli conditi nel modo precedente.
Latte e yogurt sono una buona fonte di calcio con pochissimo sale, ma è bene preferire i formaggi freschi a quelli stagionati, ricchi di sale. Durante gli spuntini, frutta e spremute sono una ottima alternativa agli snack salati. Nell’attività sportiva leggera è sufficiente reintegrare i liquidi perduti attraverso la sudorazione con la semplice acqua. E se proprio ritieni il menù insipido, usa solo un pizzico di sale, ma rigorosamente iodato!
Molto spesso non facciamo caso alla quantità di sale presente nei cibi confezionati poiché nelle etichette alimentari, i nomi che indicano la presenza di sale aggiunto sono sotto forma di formula chimica: sodio (o NA), cloruro di sodio, fosfato monopodico, glutammato di sodio, citrato di sodio. La maggior parte del sale introdotto con la dieta è quello già presente nei prodotti che acquistiamo, senza doverne aggiungerne ulteriormente. Diversi alimenti naturalmente poveri di sale, subiscono infatti un processo chimico di trasformazione che li rende più salati. Leggendo l’etichetta si può comprendere quanto sale consumiamo ogni giorno sulle nostre tavole.
Recentemente alcuni panifici hanno aderito all’ iniziativa “Più salute con meno sale nel Pane” promossa dai Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’Azienda Usl della Romagna. Facilmente riconoscibili grazie a questo slogan sulle loro vetrine, i venditori si impegneranno a produrre pane con meno sale e a promuoverne l’acquisto, non aumentando il prezzo di vendita.
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