La bambola più famosa del mondo sotto accusa: “Barbie è sessista”

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Una pagina del libro ritirato dal mercato

Povera Barbie, proprio non ne azzecca una. La bambolina più famosa del mondo è sotto accusa sotto tutti i fronti, da quello fisico a quello intellettuale. “Life in plastic is fantastic” (la vita di plastica è fantastica) cantava una canzoncina pop di parecchi anni fa intitolata proprio “Barbie girl”. Ma ne siamo sicuri? Se come Pinocchio avesse ottenuto in premio di diventare una ragazza in carne e ossa, probabilmente la biondina per sopportare lo stress avrebbe dovuto vendere casa, camper, cavalli, piscina, auto e magari obbligato Ken a fare il gigolò per pagarsi le sedute di psicanalisi.

Nei suoi 55 anni di vita è stata accusata delle peggiori nefandezze: di far colare a picco l’autostima delle ragazzine, di spingerle verso l’anoressia e verso un modello tutto sex-appeal e poco cervello.
Barbie ha un seno prosperoso, la vita sottile e le gambe lunghissime. Non ha un filo di cellulite né un po’ di pancetta. E’ sempre pettinata, truccata e ha un guardaroba da far invidia alla duchessa di Cambridge.

“Un modello irraggiungibile, che mette a rischio l’autostima delle bambine e delle ragazze”, tuonano le femministe. Che sarebbe un po’ come dire che Superman, Spiderman e Batman con la loro prestanza, i loro muscoli e le loro tartarughe addominali fanno andare in crisi l’adolescente brufoloso e molliccio che ne legge le avventure. E che facciamo? Facciamo ingrassare Superman, venire i reumatismi a Spiderman e mettiamo il parrucchino a Bruce Wayne?

Nessuno sembra ricordare il simbolo di liberazione che fu Barbie: nata nel 1959, fu creata da una mamma, Ruth Handler, che aveva notato che sua figlia preferiva giocare con bamboline di carta a cui faceva impersonare ruoli da adulti anziché con i bambolotti che allora erano d’obbligo per le bambine (per farle abituare fin da piccole a quello che avrebbe dovuto essere il loro unico ruolo una volte diventate grandi). Barbie ha un fidanzato, Ken, ma non lo sposa mai (e se non è rivoluzionario ancora oggi, in un paese come l’Italia); anzi, a un certo punto lo lascia e per un periodo rimane anche single. Di sicuro, non è la classica oca a caccia di un marito facoltoso che la mantenga. Barbie, poi, nella sua vita ha fatto i lavori più diversi e ha persino la patente per pilotare aerei commerciali.

Il suo peccato originale sembrava essere tutto nella bellezza.

Poi, qualche giorno fa, l’ennesimo colpo. Dal mercato è stato infatti ritirato il libro che raccontava le sue

Barbie risolve il problema solo grazie all'aiuto di due ragazzi
Barbie risolve il problema solo grazie all’aiuto di due ragazzi

avventure come ingegnere informatico, perché ritenuto sessista. L’accusa, questa volta, non sembra velleitaria: a puntare per prima il dito contro Barbie è stata Pamela Ribon, sceneggiatrice attivissima negli USA, dalle pagine del suo blog. Nel libro emerge il ritratto di una giovane donna che nonostante il titolo di ingegnere informatico è talmente imbranata con i computer da infettare di virus tutte le macchine che tocca. E il problema viene risolto solo grazie all’aiuto di due brillanti ragazzi.

Cosa potrà dire questa volta Barbie per difendersi? Forse prenderà a prestito la frase di un’altra celebre eroina di carta, adattandola alle sue esigenze: “non sono stupida, è che mi sceneggiano così”.

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