Bimbo sordo multato sull’autobus: non ha compreso il controllore

Immaginate di avere un bambino sordo. Di dodici anni, che va a scuola. Di volergli regalare autonomia, con grandissimi sforzi vostri, della scuola e dei terapisti che lo seguono con cura da anni. Immaginate di vedervelo tornare a casa un bel giorno, dopo che avete ingoiato tutte le vostre paure di genitori e lo avete mandato a scuola da solo, con l’autobus, perché si sentisse grande e forte. Di vedervelo tornare a casa affranto, con una multa in mano, perché non ha capito che cosa gli stesse chiedendo il controllore: di mostrargli quell’abbonamento con prezzo speciale per disabili che ovviamente portava con sé. Si è preso così una multa di 7 euro che a mamma e papà bruciano non tanto per i soldi, quanto per il senso di impotenza che è cascato addosso a quel bambino che no, non è riuscito a comprendere e a farsi capire.

Accade a Firenze, come raccontano i giornali locali, il 21 gennaio scorso. Emanuele, 12 anni, sordo da quando aveva pochi mesi per colpa di una meningite batterica, con un apparecchio per audiolesi in bella vista sull’orecchio, prende l’autobus numero 14 per tornare a casa da scuola. Sul tragitto sale un controllore. Gli chiede il biglietto ma il ragazzino non comprende, non riesce a spiegarsi. Appena, riesce a fare vedere i suoi dati scritti sul diario. Multato.

Forte il senso di rabbia dei genitori che subito hanno protestato con l’Azienda pubblica dei servizi, l’Ataf, dalla quale invece che tante scuse, come si dovrebbe in questo caso, si sono sentiti rispondere che la multa va pagata.

Lascia perdere caro Emanuele, non ci vuole molto a comprendere che in tutta questa storia non sei tu a non avere compreso. Qui l’unico che doveva essere multato è il controllore e l’azienda che rappresenta. Una multa bella pesante.

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