Quando sei nonno di tre nipoti, capita che all’ora della nanna ti chiedano una storia, una favola. E tu, su due piedi, la inventi. Carlo Zingaretti, ravennate, classe 1949, quelle storie poi le ha ripensate, rielaborate, scritte e fatte illustrare alla figlia Chiara, che di uno di quei tre nipoti è pure mamma. Ne è nato “Il vento e la torre” (Il Girasole), una raccolta di nove eco-favole che domani l’autore presenterà alle 18,30 al Caffè Belli di Ravenna (Via Guerrini, 9), introdotto da Maria Teresa Fiano. 
Zingaretti, che cosa ci vuole dire con le sue favole?
“Sono favole a carattere ambientale, con qualche scheggia di storia di Ravenna. Il messaggio è un invito a godere di un territorio vario, bello e interessante come il nostro. I ravennati spesso non conoscono certi percorsi, certi angoli. Il mio obiettivo è destare la loro curiosità”.
Fin da che età?
“Le favole sono adatte dalla fine delle elementari in poi. Sono anche per gli adulti, che le possono sempre riadattare e raccontarle ai bambini”.
Lei che in campo ambientalista è attivo da tempo, quando pensa sia necessario iniziare a educare i piccoli alla sostenibilità?
“Da subito, da appena si può. Le generazioni come la mia hanno vissuto un contatto diretto con l’ambiente. I bambini di oggi no, hanno una relazione con l’esterno meno frequente, mediata. Si va in spiaggia, si va al parco divertimenti e poco altro. E le opportunità di mobilità calano. I bambini devono conoscere l’importanza delle piante e degli animali da quando sono piccolissimi”.
Che cos’è la torre del titolo?
“L’ex torre guardiana del vecchio porto di Ravenna. Un monumento che sta crollando. Spero di smuovere un interesse, una responsabilità”.
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