Trasferirsi al sud, inventarsi un lavoro e scoprire di essere incinta: la storia di Elena Sandri

Elena e Alfonso

Se le famiglie che emigrano al nord dal sud d’Italia per cercare lavoro sono moltissime, c’è anche chi fa la scelta contraria. Come Elena Sandri, di Bologna, che dopo aver lavorato per anni come commerciale – prima alla Replay e poi in una scuola per parrucchieri – ha mollato tutto per la Sicilia, inventandosi albergatrice. Ed è lì che ha scoperto di essere incinta del suo compagno Alfonso, agrigentino, che oggi l’affianca al Palmento Cruillas di Siracusa.
Elena, il piccolo Giuseppe ha dieci mesi. Com’è fare la mamma in Sicilia, rispetto alle opportunità che avresti avuto a casa tua?
“Quando ho deciso di licenziarmi per aprire l’albergo in Sicilia, un bambino non era ancora in programma. C’erano i lavori di ristrutturazione da fare, l’attività da avviare. Mi sono resa conto di aspettare Giuseppe quando ero già di quattro mesi. Una bella sorpresa. I servizi educativi siciliani non li conosco ancora, li scoprirò più avanti. Fatto sta che qui si vive benissimo: il clima, la gente”.
Un bel cambiamento di vita dopo anni di pendolarismo per vedere il tuo compagno…
“Sì, per molto tempo ho preso l’aereo per riuscire a vederlo. Il trasferimento non era in preventivo. Insieme progettavamo spesso di aprire un giorno un negozio on-line di prodotti tipici, lavoro che avrei potuto gestire da qualsiasi parte d’Italia. Poi mia suocera mi ha invitata a vedere il terreno dove oggi c’è il mio albergo: c’era una villa pensata per un turismo rurale, mai messa in funzione. Mi sono innamorata del posto e ho mollato tutto a Bologna”.
Nessun ostacolo?
“Per ora no, Alfonso non aveva un lavoro stabile, questa è stata la nostra grande occasione. Io, poi, alle grandi famiglie in stile meridionale sono abituata. Ho tre sorelle, mi piace il clima che si respira. E ho una suocera davvero fantastica, la classica mamma chioccia, che anche come nonna si è rivelata preziosa”.
Hai partorito in Sicilia?
“Sì, all’Umberto I di Siracusa, dove ho trovato un equipe fantastica”.
Nessuna differenza rispetto all’Emilia-Romagna?
“L’unica differenza è che qui non c’è ancora la mentalità del papà che entra in sala parto e che assiste al travaglio. Alfonso è stato invitato dentro alla fine, all’ultima spinta”.

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