Scambiarsi la casa per andare in vacanza: una mamma di Lugo ci racconta come e perché

Andare in vacanza senza spendere niente per l’alloggio. Viaggiare entrando a pieno nella vita di qualcuno che in quel Paese ci vive. Sono solo due dei motivi che spingono sempre più persone e famiglie a scambiarsi la casa. Tra di loro c’è anche Rosella Francesconi, mamma di Lugo che tramite Homelink – alla quale si è iscritta otto anni fa – è riuscita ad “abitare” per brevissimi periodi a Stoccolma e Madrid, Londra e Vienna ma anche in luoghi fuori dalle rotte turistiche, come un piccolo paesino della Provenza (“lì la casa era pure dotata di piscina, ci andò di lusso”).

Rosella ha tre figli ormai grandi: 26, 24 e 20 anni. Per quanto non abbiano seguito tutti (e sempre) i genitori nei loro spostamenti, lo scambio di case è servito pure a loro: “Uno dei miei figli che era andato in Nuova Zelanda per la tesi, al ritorno ha voluto fare tappa a Sidney e ha trovato alloggio in una famiglia che l’anno dopo è venuta a trovarci”. Intorno allo scambio in simultanea, infatti, si attivano forme di collaborazione, aiuto e conoscenza altrettanto valide: “Quando eravamo a Stoccolma, la proprietaria della casa in cui eravamo ci avvertì che sarebbe rientrata due giorni prima. Per non disturbarci rimase a dormire fuori ma ci invitò comunque alla festa di una sua amica. Il bello è anche questo: conoscere persone, fare amicizie internazionali, entrare a pieno nelle loro abitudini“.

E farne proprio un pezzo di vita, tra una stanza e l’altra: “Quando si arriva a casa di qualcuno si trovano spesso indicazioni sul supermercato in cui fare la spesa, suggerimenti sul bar migliore dove fare colazione, consigli su ristoranti, fiere, eventi, concerti che anche scandagliando Internet spesso non si trovano. A noi, abituati allo scambio di case, l’albergo sta stretto”. Forse è comodo, perché lo si raggiunge e lo si lascia in un battibaleno ma non regala molte emozioni: “L’unica scomodità è dover lasciare pulita sia casa propria quando la si scambia che la casa degli altri quando si riparte. Bisogna organizzarsi un attimo ma noi siamo sempre stati fortunati, abbiamo trovato grande ordine e pulizia in tutte le occasioni in cui abbiamo viaggiato con questa modalità”.

Rosella non si sarebbe mai aspettata un interesse verso Lugo: “Chi l’avrebbe mai detto. Eppure l’Italia è talmente visitata che anche Lugo viene scelta, soprattutto da chi vive in paesi piccoli. Le maggiori richieste arrivano da Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda”.

E voi, siete pronti a lasciare le chiavi di casa per vedere il mondo semi-gratis?

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