Non chiamatelo genio. Ma Robert, a scuola, è molto ma molto più bravo degli altri. Troppo, tanto che la sua presenza in classe, vicino Vicenza dove la sua famiglia vive, è diventata un problema. Si annoia a tal punto da non seguire i professori e disturbare gli altri. Con tutta la preoccupazione della mamma, Herminia Burlacu.
Quando si è accorta che sua figlio era plusdotato?
“In prima elementare, me lo hanno detto gli insegnanti. Mentre loro facevano lezione, lui sotto il banco leggeva altro. Ma quando lo chiamavano a sorpresa per chiedergli che cosa stessero spiegando, Robert era perfettamente in grado di rispondere”.
Gli insegnanti come hanno affrontato il problema?
“Molto bene, in parte gli hanno lasciato fare quello che voleva, senza punirlo. Addirittura, in terza e quarta, lo mandavano nelle classi dei più piccoli a fare lezione. Però mi avevano avvertita: alle medie non sarebbe stata la stessa cosa”. 
Così è stato?
“Assolutamente sì. Gli insegnanti non sanno come prenderlo, lui nelle prime due settimane, l’anno scorso, aveva già studiato buona parte del programma. In classe dà fastidio, a casa si lamenta perché si annoia. Per fortuna non è ancora arrivato a chiedere di non andare più a scuola”.
Non vi siete appoggiati a nessuno, esperti o associazioni?
“No, finora no. Ma gli insegnanti delle medie mi hanno consigliato uno psicologo. Ci andrò a breve. Poi manderò Robert, se vorrà”.
E nel tempo libero Robert cosa fa?
“Divora libri, passa ore in biblioteca. Ora ha il pallino della storia e della geografia, poco tempo fa lo aveva per l’anatomia e si è letto il mondo. Da grande vuole fare il medico”.
Non fa sport? Non gioca con i videogames?
“Sì lo fa, in parte costretto. Con gli amici si relaziona a modo suo. Il primo anno di medie, per esempio, non voleva stare con i compagni in cortile a ricreazione. Preferiva leggere i suoi libri o parlare con i professori delle cose che aveva letto a casa”.
Robert ha avuto qualche esempio particolare in famiglia?
“Mio fratello era come lui da piccolo, anzi ancora più bravo. A tre anni sapeva leggere e scrivere senza che nessuno gliel’avesse insegnato. Anche Robert a sei anni sapeva fare, ma altri bambini sono in grado. Solo quando ha iniziato la scuola è emerso il suo talento”.
Che quoziente d’intelligenza ha?
“130, non è altissimo, ma superiore alla media. Robert fa giochi matematici senza preparazione, fa i compiti perché li deve fare ma poi si dedica ad approfondire argomenti di suo interesse”.
Qual è la sua paura, come mamma?
“Che Robert non venga valorizzato, che la sua bravura sia messa a tacere”.
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