La scuola a cinque anni? Per il pedagogista è sbagliato: “Lasciate giocare i vostri bambini”

Sui banchi con il biberon di latte. La scena è reale, l’ha riportata una maestra di una scuola primaria privata di Ravenna. Protagonista, una bimba mandata alle elementari un anno prima. “Lasciate giocare i vostri bambini” è l’invito di Ernesto Sarracino, pedagogista ravennate, fermamente convinto che i bambini debbano iniziare la scuola quando è previsto che lo facciano, cioè a sei anni. Secondo l’esperto non è positivo che ai piccoli venga tolto un anno nel quale potrebbero ancora giocare. Con i dovuti però: “Se chi accoglie il bambino a scuola è in grado di proporre attività ludiche, che possono essere contemporaneamente anche didattiche, o se il bambino ha alle spalle una famiglia che riesce a sostenerlo in una situazione nuova e pesante come quella fatta di banchi e lavagne, le cose possono essere sopportabili”. Ma il consiglio più spassionato e scientifico è quello di non bruciare le tappe: “Tutti i genitori sono purtroppo convinti che il proprio figlio sia un genio e quindi che mandandolo a scuola prima, possa eccellere e primeggiare”. Ma non è così: “Se li lasciamo giocare ancora un po’ saranno probabilmente più intelligenti”. Lo dimostra, secondo Sarracino, la tendenza di alcuni Paesi del Nord Europa a far iniziare ai bambini la scuola un anno prima rispetto all’Italia, posticipando però l’apprendimento della scrittura e della lettura a sette anni: “Si è visto che negli stessi Paesi c’è una grande tenuta universitaria. Lì i bambini giocano di più ma poi, una volta che iniziano a studiare, non mollano”.

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