Canta che ti passa: a Castel Bolognese il concorso lontano dai talent show

Se i vostri figli si esibiscono in salotto con un finto microfono in mano costringendovi a stare seduti sul divano a mo’ di pubblico o, più semplicemente, se a cantare se la cavano, non ci sono solo i grandi concorsi televisivi a loro dedicati, come lo Zecchino d’Oro. Quest’anno, per la quarta edizione, torma a Castel Bolognese “Canzoni alla radio”, organizzato da Undersound, l’associazione che gestisce la scuola comunale di musica “Nicola Utili”. Un piccolo vanto per una realtà così piccola. A raccontarlo è Mirko Nanni, direttore della scuola e presidente dell’associazione.
A chi è aperto il concorso?
“Ai bambini dai cinque ai quattordici anni. La formula non è mai stata variata. Tutti gli interessati che ricadono in questa fascia di età possono farsi avanti. Non importa se hanno già partecipato ad altri concorsi o se non hanno mai cantato. Non siamo mai arrivati al punto di dover fare delle selezioni”.
Fino ad oggi quanti bambini hanno partecipato?
“Un centinaio in tre edizioni. I bambini scelgono liberamente una canzone edita e se vogliono possono chiedere qualche modifica alla base musicale. Quest’anno il gruppo da cinque a dieci anni si esibità la sera del 22 marzo, quello dei più grandi la sera del 23, entrambi al Teatrino del Vecchio Mercato, alla biblioteca comunale. Entrambe le iniziative sono inserite all’interno di una rassegna più ampia, ‘Suoni e sogni qui'”.
A spingere i ragazzini a concorrere secondo voi sono anche i talent show televisivi, tanto in voga oggi?
“Di sicuro un ruolo ce l’hanno. Amici e X Factor invogliano anche i bambini a stare sopra un palco. C’è da dire che però questo territorio ha una tradizione, basta guardare al Pavone d’Oro di Faenza o alla gara di fisarmonica che l’Associazione di Cuori di Castel Bolognese propone per ricordare Leo Ceroni”.
Come si fa a non scemare verso l’esibizionismo puro?
“Se gestitobene e a misura di bambino, anche un concorso canoro può essere positivo. L’importante è non esasperare le cose”.
Tenete molto al fatto di “esportare” il concorso fuori dai confini comunali?

“Nelle scorse edizioni il giro si è allargato anche a Milano e Firenze. Questo ci fa piacere. Ma noi puntiamo ad una collaborazione con il territorio, valorizzando anche altre realtà artistiche di Castello. Dalla prima edizione abbiamo coinvolto Daniele Cantoni, che anche quest’anno regalerà i suoi quadri ai vincitori. E stiamo cercando dei ceramisti”.

Per info sul bando cliccate qui

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