La circolare non ammette eccezioni. Anche se in aula vi sono più di trenta gradi, come in questi giorni: “Per gli iscritti corre l’obbligo di presentarsi a scuola con un abbigliamento consono ad un luogo di studio e di lavoro e di tenere un comportamento educato e rispettoso verso persone e cose”. Giusto per essere chiari: “Si fa presente che per abbigliamento consono si intende l’utilizzo di pantaloni lunghi e di gonne al ginocchio“. Succede all’Its “De Pretto” di Schio, in provincia di Vicenza, dove gli studenti hanno cominciato una clamorosa protesta.
Molti in questi giorni hanno volutamente ignorato la circolare: hanno trasgredito perché l’afa è veramente insopportabile, dicono. E così si sono presentati in bermuda, canotte, infradito e altro abbigliamento decisamente casual. La vicepreside Barbara Scapin, invece, si scaglia contro i disobbedienti e tira in ballo il decoro: “Non vogliamo limitare la libertà dei ragazzi – ha spiegato al Giornale di Vicenza – ma semplicemente far rispettare le regole che la nostra scuola ha adottato. Questo non è un mercato, ma un ambiente disciplinato: per questo le famiglie ci apprezzano”.
Immancabili, sono fioccate le note disciplinari. Al punto che qualcuno rischia la bocciatura per la condotta. Il braccio di ferro comunque pare destinato ad esaurirsi vista l’imminenza della fine della scuola e di una corrente di aria fredda in arrivo dalla prossima settimana.

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