Nido in casa: mamma bloccata dalla burocrazia e bimbi a piedi

asilo nidoGiulia, una mamma bolognese, si è vista bocciare il nido da istituire in casa – possibilità prevista dall’amministrazione – per colpa dei soliti inghippi della burocrazia. La sua storia, raccontata da Il Resto del Carlino, ha dell’incredibile. Siccome suo figlio è nato d’estate, quando ormai il bando per i nidi era chiuso, la donna ha pensato di usufruire dell’opzione Nidocasa, un servizio di educatore qualificato a domicilio, che viene scelto da una lista fornita dal Comune, usufruendo di un bonus da 200 a 400 euro, calcolato sull’Isee.

Giulia, come da regolamento, ha trovato altri due bambini, ha sistemato casa e giochi: “Saremmo dovuti partire il mese prossimo. Mancava solo l’educatore. Ogni giorno telefonavamo in Comune per sapere quando sarebbe uscito l’elenco da cui scegliere il nostro ‘maestro'”.

Ma quando la lista esce, oltretutto in ritardo, la frittata è fatta, perché nessun educatore è disponibile a coprire il servizio. E i tre bambini, dunque, sono senza nido, visto che per l’anno in corso non è più possibile accedere ai servizi comunali classici.

 

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