Lo spettacolo “con i piedi” di Laura Kibel a Ravenna

Sabato 22 settembre la seconda giornata ravennate del festival di teatro di figura e burattini “Arrivano Dal Mare” inizierà con la visita guidata del Museo La Casa delle Marionette (ore 10): seguirà l’incontro “Festival in rete e nuove progettualità”.

Alle 16,00 al teatro Rasi ci sarà la mitica Laura Kibel con “Va’ dove ti porta il piede”. Il teatro dei piedi, a metà strada tra il mimo e i burattini, è stato valorizzato e reinventato dall’artista veronese Laura Kibel che ne ha sviluppato le tecniche e i contenuti. I piedi, che si vestono di mille accessori, diventano i protagonisti dello spettacolo incarnando personaggi ironici o drammatici che raccontano storie di ieri e di oggi.

Al centro della scena la Kibel, tutta in nero, veste di elementi da lei stessa costruiti, i propri piedi, che divengono a poco a poco delle creature vive con un’identità, pronte a narrare fantastiche vicende.
La protagonista sparisce magicamente dietro ai personaggi per lasciare spazio alle storie da lei stessa create. Laura non usa parole, ma solo gestualità e musica; i suoi spettacoli divertenti, poetici, o dissacranti superano i confini delle lingue nazionali per assurgere a un contenuto universale.
“Va’ dove ti porta il piede”, cavallo di battaglia di Laura Kibel, riunisce pezzi storici del suo repertorio internazionale; con ironia, ritmo e colori affronta temi universali come la lotta tra bene e male, la pace, l’amore. Sorprendente per grandi e piccoli, in piazza come in teatro, questo spettacolo in scena dal 1995, ha fatto il giro del mondo.
Alle 17,30 si prosegue in Piazza Unità d’Italia con Is Mascareddas e lo spettacolo “Areste Paganos  e i Giganti” per un pubblico a partire dai 3 anni.

Alle 21,00 alla Chiesa di San Damiano lo spettacolo per adulti e bambini dei Figli d’Arte Cuticchio “A singolar tenzone”  Cunto di e con Mimmo Cuticchio.

Mimmo Cuticchio, erede della tradizione dei cuntisti siciliani e dell’Opera dei Pupi, oggi iscritta tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’UNESCO, attore che sa alternare sulla scena il tono cantilenante del cantastorie con vari stili e registri, mette in scena le storie di Orlando.

Il ritmo sincopato del cunto, di origine misteriosa e antichissima, scandisce l’epopea per voce sola che Mimmo Cuticchio, il maggiore puparo e cuntastorie del nostro tempo, porta nelle piazze e nei teatri del mondo.
Un colpo del piede sulla pedana, un gesto imperioso della spada ricevuta come eredità iniziatica dal maestro Peppino Celano, e la voce possente di Cuticchio chiama a raccolta intorno alle avventure cavalleresche di Orlando e dei Paladini di Francia, che per secoli i giullari cantarono lungo le strade d’Europa, tessendo un tappeto coloritissimo di immagini con le scarne formule della tradizione orale. Un fastoso teatro della memoria si spalanca nel breve recinto del cunto, in cui «ricordare» significa di nuovo, secondo l’etimologia cara al Medio Evo, “rimpatriare nel cuore”.

La giornata si concluderà alle 22,30 alla Sala dell’Autorità Portuale con Nadia Imperio e lo spettacolo “Camminando sotto il filo”.

In questo articolo ci sono 0 commenti

Commenta

g