
Bambini ansiosi che sfogano il loro stato d’animo nel cosiddetto “mutismo selettivo”. Un disturbo che nella Neuropsichiatria infantile dell’Ausl di Bologna, scrive Il Corriere della Sera, è sempre più visto. Pur senza avere problemi cognitivi o linguistici, i bambini smettono di parlare.
L’insorgenza, ha spiegato la dottoressa Simona Chiodo, è tra i tre e i sette anni e “oltre che il ruolo del genitore, è fondamentale anche quello dei maestri in grado di intercettare precocemente questo tipo di problema legato all’ansia sociale”.
In Comune Aimuse, l’associazione che aiuta le famiglie con bambini che soffrono di mutismo selettivo, ha fatto partire un’interrogazione perché vengano fatti percorsi formativi ad hoc per gli insegnanti.
“Nell’ultimo anno abbiamo notato l’aumento di questa patologia, non tanto perché sono cresciuti i casi, ma perché oggi sono maggiormente riconosciuti. Per ora su Bologna ne contiamo circa una trentina, ma è un numero destinato a crescere“, ha concluso Chiodo.
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