Incidenti gravi e traumi: a Forlì video “choc” per sensibilizzare i giovani

In Romagna la maggior parte degli incidenti gravi, anche mortali, avviene nella fascia di età tra i 45 e i 47 anni. Non solo: in generale, il trauma è la prima causa di morte e di disabilità nelle persone sotto i quaranta. Per questo motivo il Trauma Center di Cesena, modificando il format di Parma, ha messo a punto l’iniziativa “Preveni..Amo” che è già stata sperimentata con successo con 400 studenti cesenati e che verrà replicata sabato 28 aprile alle 9,30 a Forlì (Auditorium Cassa dei Risparmi di Forlì, via Flavio Biondo 16). Tra i relatori ci sarà anche Vanni Agnoletti, direttore dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione del “Bufalini” e responsabile scientifico dell’evento.
Dottore, come si arriva ai giovani?
“Con una modalità il più possibile diretta. A Parma è stato spiacevole vedere i ragazzi distratti davanti alle diapositive pensate per loro. Così abbiamo pensato di usare lo strumento del video, che ha un linguaggio più vicino ai giovani. Noi non vogliamo insegnare nulla: siamo stati ragazzi anche noi, abbiamo fatto i nostri errori anche noi. Magari, però, siamo stati fortunati”.
Quali materiali mostrate?
“Mostriamo quello che succede quando la macchina sbatte, quando la persona ferita viene soccorsa, i genitori che aspettano fuori dalla Rianimazione, le testimonianze di chi ci è passato, le conseguenze dell’incidente: dalle disabilità più lievi, come il dolore cronico, fino a quelle più severe”.
Da cosa restano più colpiti i ragazzi?
“Dal forte impatto delle immagini. Sabato leggeremo anche la poesia di un papà che per un mese ha assistito il figlio a Cesena e che ogni giorno scriveva qualche riga. Una storia a lieto fine che però ci racconta molto di quei terribili momenti”.
Vi siete spiegati, in fin dei conti, il dato degli incidenti?
“A 45 anni si ha forse disponibilità per avere macchine e motori. Nessun genitore, probabilmente, è a casa ad aspettare. E si fa tardi. Ma si potrebbe anche dire che a quell’età è facile che si lavori tutta la settimana per poi arrivare stanchi e senza la freschezza di un ventenne o trentenne”.

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