fiore, lutto, femminicidioHo solo 14 anni e non voglio morire ma so che ciò accadrà. Penso che la criopreservazione possa darmi una chance di essere curata e risvegliata, anche tra 200 anni. Non voglio essere sotterrata. Voglio vivere e penso che in futuro possano trovare una cura per il mio cancro. Questo è il mio desiderio. Voglio avere questa possibilità”. Sono state le ultime volontà di una ragazzina londinese, J.S., morta lo scorso 17 ottobre a causa di una rara forma di cancro. Ad agosto sapeva già di essere una malata terminale: per lei non c’erano più speranze. Così ha messo tutto nero su bianco, ai fini legali.

Il suo desiderio di essere ibernata post mortem tramite criogenesi è stato accolto grazie ad una battaglia legale senza precedenti in Gran Bretagna: i giudici dell’Alta Corte di Londra hanno dato il via libera alla procedura. La madre era d’accordo, il padre (che non viveva più con lei e con la moglie dal 2008) no. Il corpo è stato portato negli Stati Uniti per essere congelato, al costo di 37mila sterline. Se ne occuperà una società specializzata.

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