Famiglie povere con figli: primo festival degli empori solidali

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Sono le famiglie povere con figli ad accedere più spesso agli Empori solidali disseminati per l’Emilia-Romagna. Empori solidali che diventano protagonisti del “Primo festival degli empori” in programma il 10 settembre al Teatro comunale di Cervia e promosso dal Coordinamento degli empori solidali emiliano romagnoli, in collaborazione con Centri Servizi di Volontariato e Caritas, e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.

Costruire una filiera di contrasto alla povertà in tutte le sue forme, creare un coordinamento tra gli Empori solidali regionali, impostare un sistema di garanzia e trasparenza sull’utilizzo della merce raccolta, istituendo un logo regionale “di affidabilità” dell’Emporio: sono questi gli impegni che la Regione Emilia-Romagna ha assunto per contrastare la povertà alimentare che, solo in Italia, coinvolge oltre 5 milioni di persone, di cui 1,3 milioni di minori. Povertà che, sulla spinta di anni di crisi economica, non ha risparmiato l’Emilia-Romagna, coinvolgendo singoli e famiglie.

Alla povertà alimentare, paradossalmente, si contrappone lo spreco di cibo, tanto che nell’Unione europea si stimano 180 kg di cibo buttato pro-capite (dati Eurostat 2015). Per la Regione, occorre quindi lavorare anche sulla sponda delle imprese di distribuzione: i possibili “donatori” di cibo, incidendo sulla valorizzazione della responsabilità sociale di impresa e creando, a tale proposito, un marchio “etico” regionale per le aziende che aderiscono in modo stabile e continuativo al progetto attraverso vere e proprie donazioni e la fornitura di prodotti in eccedenza.

Da una ricerca sulle realtà che distribuiscono generi alimentari attraverso il sistema dell’Emporio solidale, realizzata dalla Regione in collaborazione con la Caritas dell’Emilia-Romagna, emerge che dal 2008 sono stati aperti circa 60 di questi punti di distribuzione al dettaglio gratuiti in 16 regioni.

In Emilia-Romagna sono 20, dei quali dodici risultano già attivi5 sono in fase d’avvio 3 (tra cui quello di Ravenna) sono in fase di progettazione, distribuiti su tutto il territorio regionale. Chi si reca in un Emporio può scegliere liberamente i prodotti alimentari a disposizione usufruendo di una  tessera personale caricata con punteggio a scalare.

Sono luoghi pensati per i cosiddetti “nuovi poveri”, in particolare famiglie in difficoltà economica, specialmente con figli. Per accedervi  occorre essere residenti nel Comune in cui ha sede l’Emporio (o nell’Unione dei Comuni nei casi di Empori destinati ad un’Unione dei Comuni) e dichiarare un Isee mediamente compreso tra i 3.000 e i 10.000 euro, oppure essere rimasti senza lavoro, essere iscritti a un centro per l’impiego, avere a carico dei figli minori.

Finora ad accedere agli Empori solidali sono state nel 58% dei casi famiglie straniere e per il 42% di famiglie italiane, ma il numero di queste ultime è in aumento.

Qui il programma del Festival

 

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