Per una scuola democratica, laica, inclusiva e cooperativa. A osservare la situazione italiana, ci si accorge subito che i concetti espressi dal Movimento di cooperazione educativa, a Ravenna questa sera per una delle tappe nazionali del Tour pedagogico, siano davvero rivoluzionari e controcorrente. L’appuntamento è oggi, venerdì 20 maggio, dalle 17 alle 19 alla sala Buzzi di via Berlinguer 11. Tra i relatori della tavola rotonda “Un’altra scuola è possibile. Essere e avere” ci sarà anche Giancarlo Cavinato, segretario Mce e dirigente scolastico a Venezia.
Professore, come si fa, dall’interno del sistema scolastico istituzionale, ad andare controvento?
“Lo si fa se si ha il senso della propria professione. Quello dell’insegnante è un mestiere a intervento umano, un lavoro che non può prescindere da un costante dialogo pedagogico. Va dimenticata l’ottica di un sistema a premi e sanzioni, di una didattica trasmissiva e breve. Fare una scuola diversa significa percorrere la strada virtuosa che la miglior tradizione italiana ha imboccato dagli anni Sessanta, significa collaborare tra colleghi, riflettere sulla propria professione. Temi che abbiamo lanciato lo scorso anno con la campagna ‘Voti a perdere'”.
A questo punto viene da chiederle che cosa pensa delle prove Invalsi…
“Le prove potrebbero anche avere una funzione interessante, se solo non avessero indotto una didattica sbagliata, con la produzione di testi sconci e orribili su cui bambini e ragazzi vengono obbligati a esercitarsi solo per fare bella figura. Metodi che non rendono giustizia al lavoro delle scuola, che rinforzano la propensione degli alunni a lavorare isolati, a non collaborare”.
Lei è contrario anche ai compiti a casa?
“Assolutamente sì. I compiti solo solo un’induzione alla ripetizione, rappresentano una fatica indebita, non stimolano gli alunni all’autonomia, sovvenzionano il mercato nero delle ripetizioni. La scuola dovrebbe essere un’altra cosa: un luogo in cui ci si forma come essere umani, in cui si lavora insieme, in cui la personalità si sviluppa a tutto tondo”.
E invece?
“La figura del preside-manager e la privatizzazione, così come il modello della scuola-azienda, hanno fatto venire meno i valori del rispetto delle differenze, della didattica attiva. Storture pazzesche”.
Difficile convincere gli insegnanti a prendere un’altra strada?
“La nostra associazione conta 600 iscritti, con una ventina di gruppi sparsi per l’Italia. Eppure, quando parliamo con i docenti, pare che tutti siano passati da noi: a questo punto dovremmo essere centinaia di migliaia. Si fa fatica a organizzarsi, a ritrovarsi. Ma noi andiamo avanti. Arriveremo presto anche in Benin”.
Questo il programma di oggi:
Giancarlo Cavinato (Segretario MCE) – Movimento di Cooperazione Educativa, sessant’anni di ricerca.
Raffaele Iosa (Ispettore tecnico in Emilia Romagna) – Per una scuola dell’inclusione – MIUR.
Silvia Travaglini (Bibliotecaria) – Lettura tra scuola e biblioteca.
Bruno Dal Pane (Maestro di scuola primaria) – Valutazione/Misurazione.
Fabio Zauli (Genitore AGA)– Un’esperienza di laicità nella scuola ravennate.
L’ingresso è libero limitatamente alla capienza della sala.
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Commenti:
l’articolo mi fa capire che mi sono persa perle di saggezza e di umanità per la nostra scuola italiana oggi ho cercato di recuperare partecipando al gruppo di giochi cooperativi … che dire di piu… tutti i colleghi che fanno scuola dovrebbero passare ripassare da QUI! Grazie di cuore
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