Lo conoscono come il dottore dei bimbi in provetta, spesso anche oggetto di discussione per aver effettuato procreazione assistita a donne di più di 60 anni. Una bufera giudiziaria ha coinvolto il professor Severino Antinori, punto di riferimento a livello nazionale per coppie alla disperata ricerca di un figlio.
Antinori è stato arrestato dai carabinieri del Nas venerdì scorso a Fiumicino con l’accusa di aver rubato ovuli a una sua paziente. Una storia tutta da chiarire e che ha causato un ricovero per malore al medico che si dice vittima di una ingiustizia “come quella subita da Tortora”.
L’accusa di una giovane infermiera di 24 anni di Malaga parla di una asportazione di ovuli senza consenso. La donna sarebbe stata immobilizzata, anestetizzata e operata. A sostegno della sua tesi il referto del servizio antiviolenza della clinica Mangiagalli di Milano che parla di ecchimosi compatibili con l’immobilizzazione.
Secondo la difesa del dottore, la donna invece ha firmato un consenso. Anche se l’infermiera sostiene che l’unica firma realmente sua è quella che lei ha confuso per un consenso generico all’ovulodonazione. Sempre secondo la difesa l’infermiera ha chiesto di essere assunta e pagata per il lavoro svolto durante uno stage fatto nello staff di Antinori, “un’anomalia”, sempre secondo i legali, vista la denuncia presentata dalla giovane.
La ragazza una volta tornata a Malaga ha sporto denuncia anche nel suo Paese.
Antinori è agli arresti domiciliari con l’accusa di sequestro di persona, lesioni aggravate e rapina di ovuli. Il gip ha disposto la sua interdizione dall’esercizio della professione medica per un anno.
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