Bimba morta dopo il bagnetto: sotto accusa la pulizia del naso

Sembra uno scherzo di pessimo gusto. Ma non lo è. La notizia che arriva da Giaveno, comune del Torinese dove vive la famiglia sconvolta dalla sciagura, lascia quanto meno sconcertati. Se infatti una delle azioni che fino ad oggi abbiamo visto come normali – la pulizia del nasino con la soluzione fisiologica – può mettere a rischio la vita di un neonato, c’è da fare un’urgente riflessione su come girano le informazioni dai pediatri di famiglia alle mamme e su come queste vengono realmente recepite.

E’ di ieri, infatti, la notizia della morte improvvisa durante il bagnetto di una bambina di appena due mesi e mezzo alla quale a quanto pare la mamma aveva appena finito di pulire il nasino con la fisiologica.

nascita, neonatoUna prassi normale che tante di noi avranno svolto decine e decine di volte. A questa mamma, però, la terra è franata sotto i piedi proprio in quel momento: la piccola ha iniziato a piangere senza sosta, fino a perdere i sensi. Rianimata dalla mamma stessa, che seguiva le indicazioni del 118 al telefono, la piccola Tiffany è morta poco dopo all’Ospedale Regina Margherita di Torino, dove era stata trasferita dall’Ospedale di Rivoli.

Una reazione – si sospetta – scatenata dalla pulizia nasale anche se solo l’autopsia potrà chiarire eventuali malformazioni cardiache (escluse ad oggi dalle diagnosi pre natali).

Possibile che sia stato il lavaggio nasale a causare una reazione mortale? Sulla Stampa ha risposto il professor Giuseppe Ferrari, primario emerito di Pediatria al Mauriziano.

Il professore ha spiegato che “bambini così piccoli non hanno bisogno di gocce o acqua nel naso, se non in caso di raffreddore serio”, paragonando l’azione del lavaggio nasale a un adulto che si getta nell’acqua fredda e pochi minuti dopo muore. “Significa – dice – che quell’azione ha fatto partire un riflesso che ha agito sul cuore. E’ ciò che può essere accaduto alla bimba. Senza contare che sovente il liquido utilizzato per pulire il naso è freddo, a volte addirittura tenuto in frigo”. (L’intervista integrale la trovate qui)

Per quel che ci riguarda, ci impegneremo a cercare più risposte su una questione che appare assai delicata. E che lascia molto perplessi.

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