carabinieri polizia forze dell'ordineEra scontato. Dopo le proteste dei genitori, arrivano quelle dei figli. Normale: gli adulti danno il cattivo esempio e gli adolescenti seguono a ruota. Così l’operazione antidroga che le forze dell’ordine stanno conducendo nelle scuole dell’Emilia-Romagna (Bologna e Ravenna in primo luogo) rischia di essere tacciata come sopruso. Qualcuno comincia a gettare fango su un’azione per tutelare i minorenni da un pericolo potenzialmente mortale. In nome di una presunta “libertà”, si impedisce che migliaia di ragazzi possano andare a scuola in tutta sicurezza senza il rischio di contatti con spacciatori e consumatori. Si sbraita tanto sull’educazione e sulla legalità e poi ci si cala le braghe di fronte a provvedimenti che dovrebbero rientrare nella normalità se effettivamente si vuol tenere lontani i giovani dalla droga.

Così questa mattina nel centro di Bologna qualcuno (una minoranza chiassosa si spera) ha appeso uno striscione all’ingresso di una succursale della scuola superiore “Laura Bassi”. Eloquente la scritta: “Fuori gli sbirri dalla scuola”. La porta invece era stat serrata con una catena e un lucchetto. Nell’ultimo controllo, ieri, i carabinieri avevano arrestato un diciassettene dell’istituto Manzoni sequestrandogli oltre un etto di marijuana.