Anche i figli dei ricchi piangono. Il giocattolino, il telefonino e il vestitino in più non danno la felicità, anzi. La conferma arriva da una vicenda – estrema, quasi paradossale ma reale in tutta la sua drammaticità – raccontata dal quotidiano Il Giorno. Tutto si svolge nella benestante Milano e la famiglia è più che benestante, è proprio ricca. Ma sfasciata dal momento che siamo alle pratiche di divorzio. Tra i due ex coniugi però non pare esserci un rapporto civile e a farne le spese, come al solito, sono i figli.
Lui, imprenditore del settore navale, versa alla moglie separata un assegno di mantenimento di ben 9500 euri al mese. I figli hanno tutto quello che desiderano meno che la serenità: il tribunale ha deciso che le figlie maggiori di 12 e 14 anni devono essere affidate al Comune e restare a vivere in una casa protetta dove avevano trovato accoglienza dopo esser fuggite dalla casa del padre, accusato di essere violento e comunque non all’altezza. Anche per il terzo figlio, 10 anni, è scattato l’affidamento al Comune ed è stato nominato un curatore speciale ma per ora il bambino resta a vivere prevalentemente con il padre. In tutto questo la madre non dà un’affidabilità maggiore ed è ‘messa all’angolo’ perché tempo fa se n’era andata negli Stati Uniti portandosi dietro illegalmente la prole e facendo scattare un’indagine per sottrazione internazionale di minori. Che disastro.
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