In Romagna, è quasi superfluo ricordarlo, si trovano mille modi per ‘fare baracca’. Da sempre. Da qualche anno, poi, certe manifestazioni sono state istituzionalizzate e quindi hanno acquistato un’importanza ed un richiamo sempre maggiori ai fini turistici e promozionali. Così dopo eventi come la Notte Rosa, la Primavera Slow e i Riviera Beach Games, nasce un nuovo appuntamento di richiamo nazionale, dedicato alla tradizione del liscio e alle sue contaminazioni – e reinterpretazioni in chiave contemporanea – da parte della musica popolare.
Ecco dunque che sabato 23 luglio 2016 si terrà la prima edizione della Notte del liscio, format dedicato, dall’alba al tramonto, al folklore, al ballo e alla festa, con le spiagge e le piazze romagnole trasformate in “balere a cielo aperto”. Previste esibizioni di centinaia di gruppi e orchestre di liscio, che riempiranno di allegre note l’arenile, le piazze e i borghi dell’entroterra diffondendo una contagiosa voglia di ballare che coinvolgerà tutti, giovani e senior, con anche due “anteprime” con grandi protagonisti sul palco nelle serate di giovedì 21 e venerdì 22 luglio. Giusto: perché se c’è la Notte della taranta non deve esserci la Notte del liscio?
Il progetto è stato anticipato ieri, nella sede di Apt Servizi Emilia Romagna, ai Comuni della Romagna e alle associazioni di categoria dall’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, alla presenza di Marco Barbieri e Giordano Sangiorgi per la direzione artistica, della presidente di Apt Servizi, Liviana Zanetti, e del presidente dell’Unione Costa, Enzo Ceccarelli. “Il liscio è una componente essenziale della nostra identità e cultura –ha sottolineato Corsini- e con questo evento intendiamo valorizzarlo non in chiave nostalgica, ma “aprendo” anche all’innovazione che i giovani musicisti contemporanei apportano con le loro contaminazioni creative. Una grande festa della musica e del ballo, con le spiagge e le piazze protagoniste, dedicata a tutti. Un evento di forte caratura, che intendiamo far diventare un prodotto turistico capace di richiamare in Romagna i tantissimi appassionati di ballo che ci sono oggi in Italia”.
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