“Possono iscriversi anche gli allievi di altre scuole, purché siano normali e previo colloquio”. Il cartello, appeso nella bacheca della scuola superiore dell’Istituto Salesiano “Beata Vergine di San Luca” di Bologna per promuovere una serie di attività educative e ricreative, ha mandato su tute le furie Saverio Tommasi, attore, blogger e papà di Caterina, una bambina che lui definisce speciale. Lo scrive Il Resto del Carlino, che racconta come a firmare l’avviso sia stato il direttore della scuola, don Luca, al quale Tommasi, tramite Fanpage.it, ha rivolto un appello: “Sono il papà di una bambina speciale, quella che nei vostri centri estivi non prenderete perché l’avete selezionata come ‘non normale’. Vi scrivo perché ho tanti altri amici ‘non normali’ e vorrei chiedervi con precisione cosa intendete per ‘non normale’.
Tanta l’indignazione sul web: don Luca ha così risposto a Tommasi, ammettendo ‘l’equivocabilità del cartello’ e precisando che l’idea era quella di coinvolgere ragazzi e ragazze positivi e non difficili. Don Luca ha anche spiegato che la scuola è frequentata da una decina di ragazzi con una disabilità certificata e che non era sua intenzione fare cascare i genitori in un brutto equivoco, come è successo.
Sulla sua pagina Facebook, dopo le scuse del sacerdote, Tommasi ha scritto: “Io non so se ha detto la verità oppure no. Soprattutto penso che non sia rilevante. La questione è l’approccio alla differenza, indipendentemente dall’età e dalla mansione richiesta, che sia quella richiesta a un bambino nel gioco o a un ragazzo nell’animazione. Sono felice di aver raccontato questa storia perché i paletti vanno messi, e non tutto può passare ‘come se niente fosse’’’.
In questo articolo c'è 1 commento
Commenti:
I Salesiani, fondati da San Giovanni Bosco, si sono sempre prodigati per i giovani, anche per quelli con disabilità.
Penso che i Salesiani di Bologna non facciano eccezione (come dimostrato dal fatto che presso la loro scuola siano iscritti 10 ragazzi disabili).
Ammetto che quel cartello poteva essere evitato, però bisogna anche capire che in quel contesto l’aggettivo “normale” non significa “privo di disabilità”, ma significa che non si accettano i piantagrane ma solo ragazzi con voglia di fare.
Perché, mentre uno disabile non sceglie di esserlo, essere piantagrane invece spesso è una scelta ben precisa in certi giovani i cui genitori li hanno cresciuti tra troppi vizi.
Commenta