
Fabrizio Gifuni rimarrà a vita un iscritto al “partito di Pinocchio”. Forse perché il capolavoro di Saint-Exupéry lo ha ammaliato solo da adulto, quando la Bompiani lo ha chiamato a leggere integralmente, insieme a Sonia Bergamasco, “Il piccolo principe” per realizzare un audiolibro. Sarà per questo che l’attore resta convinto che sia un testo da grandi. Ma durante il tour dello spettacolo “Il piccolo principe in concerto” ha visto dal palco anche parecchi bambini, a volte più piccoli dei dieci anni (l’età minima indicata), spesso perfetti conoscitori della storia che non smette di affascinare i lettori di mezzo mondo. Venerdì 8 maggio alle 21 lo spettacolo arriva al Teatro Rasi di Ravenna, dove chiude il programma di “Ravenna viso-in-aria” e la rassegna di teatro ragazzi Tè a teatro, aprendo al contempo Artebebè.
Letture, musica, poca regia: Gifuni, che scelta c’è dietro “Il piccolo principe in concerto”?
“Sia io che Sonia abbiamo avuto chiaro fin dall’inizio che non avremmo voluto mettere in scena nulla, per non suggerire al pubblico la nostra idea del testo. Ci piace l’idea di mantenere una forma aperta. Ecco perché abbiamo degli elementi scenici minimali: una grande altalena dove a un certo punto è sospeso il Piccolo Principe, le percussioni su cui lavora Rodolfo Rossi e la mia postazione di narratore, intorno alla quale passano i vari personaggi della storia”.
Ce n’è uno al quale è più affezionato?
“La volpe, anche se non so bene spiegare il perché. Per il resto, non c’è una parte della storia che mi emoziona di più, la mia curiosità si distribuisce dalla prima all’ultima pagina. Mi sembra ogni volta di avere davanti il cubo di Rubik, mi diverte il fatto di cercare ogni sera una chiave per entrarci dentro, di forzare la serratura per far scattare un nuovo significato. Sono convinto che ‘Il piccolo principe’ sia un testo cifrato, molto più profondo e misterioso di quanto appaia”.
Crede che la sua diffusione mondiale abbia portato, di fatto, a banalizzarlo?
“Credo che se un libro è il più tradotto al mondo e si trova a ogni latitudine, un motivo ci dev’essere. La componente della favola e del racconto è uno dei segreti della sua popolarità, non c’è dubbio. Ma c’è qualcosa di più, che va oltre la bellezza delle parole e dei personaggi: è un testo cifrato del quale, attraverso lo spettacolo, proviamo ad aprire le maglie. Una scommessa in tutto e per tutto”.
Il pubblico, in genere, come reagisce?
“Mi stupisco ogni volta nel vedere come moltissime persone conoscano intere parti a memoria. Di quelli seduti in prima fila vedo spesso il labiale: ripetono passi come fossero una preghiera. Succede con i piccoli ma soprattutto con i grandi. Fin dall’epigrafe del testo, in fondo, Saint-Exupéry invita gli adulti a ricordare che cosa sono stati da bambini”.
Biglietti: ingresso unico 12 €, under 20 5 €
Consigliata la prenotazione allo 0544/36239 o al 333/7605760
La biglietteria del Teatro Rasi è aperta il giovedì dalle 16 alle 18 , venerdì 8 maggio sarà aperta dalle ore 19 (tel. 0544 30227). I biglietti sono in vendita anche on-line su www.vivaticket.com
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