
Il titolo l’ha scelto Jenny, anche se ormai non c’era più. “Non kiederti mai dove sono” (Edizioni Politeia), infatti, non è solo il libro scritto da Roberta Cecchini, la mamma della giovane 17enne di Riccione scomparsa nel 2008 per una grave forma di leucemia. Ma è soprattutto la scritta che Roberta trovò in mezzo ad un quaderno vuoto che, per caso, prese in mano nella cameretta di sua figlia un giorno in cui le emozioni spingevano la sua mano a scrivere, scrivere, scrivere. Roberta sarà questa sera alle 20,45 nella sala Potestà di Rimini (piazza Cavour) per presentare il libro insieme alla professoressa Antonella Colangelo e alla dottoressa Samanta Nucci. E non mancheranno i ragazzi del coro “Allegre Note” di cui Jenny faceva parte.
Roberta, in mille le avranno chiesto come si supera un dolore del genere, come si fa ad andare avanti. E glielo chiediamo anche noi…
“Si va avanti tenendosi Jenny stretta al cuore, cercando di non deludere i suoi principi, diffondendo ancora il suo sorriso e la sua forza. Jenny era una ragazzina esemplare, studiosa, piena di passioni e progetti. Voleva andare in Africa ad aiutare i bambini poveri. Pur sapendo che si sarebbe dovuta ricoverare, dopo la ricaduta del luglio precedente alla sua scomparsa, aveva comunque accettato di andare a cantare all’inaugurazione di una piazza qui a Riccione. Non si arrendeva, puntava dritto all’obiettivo. Io sono ripartita da lì e ho trascinato mio marito”.

Il libro è servito a farsi forza?
“Parecchio. Ma è servita soprattutto ‘Il sorriso di Jenny’, un’iniziativa che ogni anno in novembre organizziamo al Pala Terme. All’ultima edizione c’erano circa 700 persone. Un seguito incredibile, un evento cittadino che fa sentire me e mio marito parte di una grande famiglia. E che ci fa dire che Jenny non ci ha lasciati soli. Continua a guidarci in ogni cosa, in ogni giornata. Pazzesco è pensare come la frase che trovai nel suo quaderno quando mi misi a scrivere sia in realtà la riposta alla mia più grande domanda: che cosa faccio, io, senza di lei?’. Senza contare quando Jenny, consapevole della malattia, mi diceva che io avrei dovuto vivere, non sopravvivere”.
A chi andrà il ricavato del libro?
“All’Oncologia pediatrica di Rimini e in particolare all’associazione AROP. Ne abbiamo già vendute 1050 copie, speriamo di continuare così. La determinazione che aveva Jenny nel portare avanti le cose che le piacevano non deve mai essere persa di vista. Massimo, il suo amico del cuore di canto, dopo la sua morte è arrivato secondo al festival di Castrocaro: io e mio marito eravamo lì a vederlo. Ancora adesso, quando canta, indossa la maglietta con la foto di Jenny. Lei non sarebbe mai mancata ad una sua esibizione”.
Ci si immaginerebbe, nella voce di una mamma che non ha più la sua unica figlia, una vena di disperazione. E invece….
“Invece lasciarsi andare alla disperazione sarebbe come tradire Jenny”.

Per comprare il libro, contattare Roberta al 338/2383048
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