Ravenna è tra i dieci capoluoghi italiani a prendersi una “boccata d’aria” dall’aumento dei prezzi. A respirare non saranno di certo gli esercenti, ma i consumatori. Ravenna infatti, insieme a Reggio Emilia, Torino, Bari, Firenze, Roma, Trieste, Potenza, Livorno e Verona, è una delle città dove il valore e quindi il prezzo dei beni di prima necessità sta calando.
In luglio c’è stata la cosiddetta deflazione, che ha portato soprattutto carne, frutta e verdura a costare molto meno.
Secondo Paolo De Lorenzi, amministratore unico di due punti vendita Conad della città fare la spesa oggi fa risparmiare al consumatore il 10-12%. “Ci troviamo in una situazione molto difficile – riferisce De Lorenzi al Resto del Carlino – nella quale l’assenza di domanda induce alla diminuzione dei prezzi di alcuni prodotti di prima necessità”.
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