mara al saccoE’ iniziata con i film di Bruce Lee che guardava insieme a sua madre. E’ cresciuta anni dopo quando lei si è trovata in difficoltà: una rapina da parte di uno che impugnava una siringa entrato nel suo negozio. E si è tramutata in un’attività costante e persistente, parte integrante della sua vita quando ha incontrato il suo attuale compagno. Stiamo parlando di Mara La Neve e della sua grande passione per la kick boxing che l’ha portata a diventare campionessa italiana nel 2007 a 38 anni.

“Barcollo ma non mollo è il mio motto.” Esordisce così Mara, una bella ragazza ravennate, che a vederla non penseresti mai alla forza fisica che ha. Ma gli occhi sì, quelli esprimono tutta la grinta e l’energia che la caratterizzano. “Quando quell’uomo entrò nel mio salone di parrucchiera, sebbene per fortuna non accadde nulla di grave, capii che dovevo imparare a difendermi”. Ed è così che più o meno vent’anni fa Mara si avvicina prima alle arti marziali e successivamente alla Kick. “Io volevo fare boxe ma all’epoca era un mondo al quale l’accesso alle donne era ‘vietato’. Ho sempre amato gli sport di combattimento e in generale tutti quelli prettamente ‘maschili’.

Imparare a difendersi, a conoscere il proprio corpo, a dosare la forza, a sopportare la fatica sono alcune delle caratteristiche di discipline come queste che portano ogni atleta a scontrarsi e a confrontarsi con i propri limiti. “Non ho figli ma mi piace molto avere a che fare con i ragazzi. Insegnargli a essere indipendenti, autonomi, sicuri di sé ma allo stesso tempo rispettosi degli altri sono cose che cerchiamo di trasmettere loro in palestra, ancor prima di parare un colpo o di sganciare un destro”.

gigante wDopo anni di sport a livello amatoriale Mara nel 2005 incontra Alberto Servidei, campione d’Europa di boxe nel 2007, e insieme a lui comincia ad allenarsi seriamente fino ad ottenere l’oro sia italiano che ai campionati mondiali. “E’ stata un’enorme soddisfazione e un modo per dare il mio contributo al mondo maschile. E’ vero che gli uomini e le donne sono, per molti aspetti, differenti ma a volte troppa distanza è dovuta da pensieri stereotipati che segregano ognuno in un campo abbastanza ristretto di attività possibili da intraprendere”.

Ora Mara fa ancora la parrucchiera nel suo negozio di via Ponte Marino a Ravenna e tutte le sere, dopo aver abbassato la saracinesca corre in palestra, a pochi passi da lì, alla Ravenna Boxe, la palestra del PalaCosta ( Piazza Caduti sul lavoro) e allena gli aspiranti boxer. “Le ragazze che si avvicinano a questo sport sono in aumento e quelle che lo fanno sono molto motivate. Purtroppo però la boxe è ancora mal vista e spesso i genitori non capiscono che noi portiamo i loro figli sul ring solo quando sono pronti e che li facciamo sfidare esclusivamente con ragazzi del loro stesso livello”.

morello angoloUn occhio nero o uno zigomo emaciato risultato di un incontro di pugilato fanno molta più impressione di una caviglia slogata conseguenza di una partita di calcio, ma la boxe non è solo questo, anche una maniera per prendersi cura di se stessi. “Quando vuoi ottenere dei risultati sei costretto a mangiar bene, ad andare a dormire presto, a non bere e a toglierti dalla strada che per molti ragazzi equivale anche a non mettersi nei guai”.

Fondamentale è il ruolo dell’allenatore. “Un preparatore non deve solo conoscere a fondo la propria disciplina, ma anche saper comunicare con gli allievi e trasmettergli il senso di responsabilità verso quello che stanno facendo, specie il rispetto per se stessi e per l’avversario. Una differenza fondamentale tra gli sport che si praticano sul campo e quelli sul ring è che nel primo caso se non corri, perdi la partita, nel secondo se non ti alleni, prendi le botte”.