Indennità di maternità per tutte le lavoratrici: ecco il nuovo ddl del Governo sulla conciliazione

mamma neonato lavoroProvvedimenti a favore della maternità e della conciliazione. Sono quelli previsti dal nuovo ddl delega al Governo di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione che è appena approdato al Senato.

Composto di due capitoli, per sei articoli in tutto, promette una serie di interventi a favore della maternità e della conciliazione ed è l’ultimo tassello del Jobs Act.

In particolare, l’articolo 5 del capitolo II, prevede una “ricognizione delle categorie di lavoratrici beneficiarie dell’indennità di maternità, nella prospettiva di estendere, eventualmente anche in modo graduale, tale prestazione a tutte le categorie di donne lavoratrici”, la “garanzia, per le lavoratrici madri parasubordinate, del diritto alla prestazione assistenziale anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro”. Non solo,  l’obiettivo è anche  “una ricognizione delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ai  fini di poterne valutare la revisione per garantire una maggiore flessibilità dei relativi congedi, favorendo le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”. E quanto ai servizi per l’infanzia, un nodo cruciale nella conciliazione per molte donne che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro perché i bambini restano fuori dagli asili comunali, l’obiettivo è “favorire l’integrazione dell’offerta di servizi per l’infanzia forniti dalle aziende nel sistema pubblico – privato dei servizi alla persona, anche mediante la promozione dell’utilizzo ottimale di tali servizi da parte dei lavoratori e dei cittadini residenti nel territorio in cui sono attivi”.

Un primo passo al quale si spera segua qualcosa di più concreto del semplice bonus bebè, sul quale si faceva grande affidamento per favorire la conciliazione ma del quale, dopo il flop del primo bando, non si è saputo più nulla.

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