Sono figlio di contadini e il mondo degli attrezzi della campagna mi appartiene – così parla della sua passione Antonio Battesimo, che da anni si dedica alla realizzazione di oggetti e ambienti che richiamano quelli dei suoi bisnonni, quelli dei suoi ricordi di una Calabria rurale di tanti anni fa. E aggiunge – “Da quella volta in cui, una mamma davanti alle mie miniature disse alla sua bambina ‘Guarda la casa delle Barbie!’ ho capito che è veramente importante trovare un modo per conservare la memoria di un tempo e di una storia che non c’è più”.
Torchi, rastrelli, incudini, martelli, attrezzi sia del contadino che del fabbro, perché quando i ferri del mestiere avevano bisogno di manutenzione, era il contadino stesso a provvedere, sono i protagonisti del suo mondo rurale in miniatura. A questi si aggiungono quelli della massaia e la riproduzione di mobili di arte povera inseriti negli ambienti di una volta. Si tratta di riproduzioni in legno, realizzate con pezzi di scarto di falegnameria e verniciati con alcol e gommalacca, proprio come si faceva una volta.
Le sue piccole opere d’arte sono riposte in degli scatoloni perché sono tante e in casa non c’è posto per tutte, ma Antonio è sempre pronto a mostrare con orgoglio il suo “mestiere” e infatti tante sono le manifestazioni, sagre paesane ed esposizioni alle quali partecipa. Ogni mercoledì è presente ad esempio a Pinarella, alternandosi tra il centro commerciale e il centro cittadino. Davanti alle sue riproduzioni sono soprattutto i bambini a rimanere a bocca aperta, a essere attratti dal richiamo di una storia lontana ma degna di essere raccontata.
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