La figlia di Mamma Felice va alle elementari: tutti i consigli per un inizio alla grande

Barbara Damiano

Barbara Damiano ha partorito Mamma Felice dopo aver partorito Dafne. Ma Dafne è cresciuta, compirà sei anni a dicembre e domani è il suo primo giorno di scuola elementare. Per rassicurare tutti i genitori i cui bambini sentiranno in questi giorni la campanella suonare, abbiamo chiesto proprio a Barbara di darci qualche suggerimento. Da settimane spopolano sul web consigli pret-a-porter su zaini, cartelle, astucci, quaderni e grembiuli. Barbara, per preparare Dafne, ha preso un’altra direzione: “Per mesi ho detto e ridetto che avremmo comprato uno zaino neutro, pronto a durare cinque anni. Poi ho trovato quello di Hello Kitty in offerta e l’ho preso. Siamo avversi alle firme, Dafne non si è mai interessata a vestiti e gadget. Ho fatto di testa mia”.
Barbara, come si prepara un bambino che ha finito alla materna alla prima elementare?
“Mia figlia al contrario di me e mio marito teme le novità, è abitudinaria. Così abbiamo evitato di parlarle spesso della scuola. Piuttosto, abbiamo rafforzato la sua autonomia, invitandola a mangiare, vestirsi e lavarsi da sola. Penso sia più importante di mille discorsi che creano nei bambini chissà quali aspettative”.
E tu come ti senti? Agitata?
“No, la scuola non è un lager. I bambini imparano, si divertono. Non sono preoccupata: non lo ero nemmeno quando andava all’asilo”.
Molti genitori dicono che la pacchia è finita. Che quando inizia la scuola elementare bisogna seguire di più i bambini, fare i compiti con loro. Credi succeda così?
“No, Dafne dovrà imparare a fare da sola. Se un giorno dimenticherà un quaderno le servirà a responsabilizzarsi. I bambini devono sapersi gestire piccole frustrazioni. Dopo la scuola Dafne verrà in ufficio da noi e lì farà i suoi compiti. Io non la aiuterò, mi preme solo che abbia un metodo di studio. Se mi chiederà un consiglio non mi tirerò certo indietro ma non sono intenzionata né a fare i compiti con lei, né tantomeno al posto suo”.
Che rapporto ti aspetti di avere con gli insegnanti?
“Mi candiderò a rappresentante di classe, mi piace partecipare e dire la mia, fare proposte e collaborare. Ma avrò massimo rispetto per gli insegnanti, non mi intrometterò: credo che i bambini debbano imparare a rapportarsi con l’autorità”.
Leggere e scrivere: molti genitori premono affinché i figli sappiano già fare, prima di varcare le porte della scuola. Anche per te?
“Dafne già da qualche mese ha iniziato a leggere e scrivere, anche se io ho evitato di insegnarglielo, contraria ad un approccio precoce. Ma i bambini hanno sete di sapere, di conoscere. Se ti chiedono che lettera è quella, non puoi non dirglielo. A casa abbiamo tanti libri, siamo appassionati di scrittura: è normale che lei ne sia sempre stata attratta”.
In effetti prima di Mamma Felice tu e tuo marito avevate, ciascuno, un blog di poesia. E poi, che è successo?
“Grazie ai nostri blog ci siamo conosciuti e innamorati. Io lavoravo sui portali web, lui è analista programmatore. Dopo la nascita di Dafne mi sono ritrovata a casa, senza lavoro. Da lì è nato Mamma Felice. Dopo che il progetto è decollato, lui si è licenziato e abbiamo aperto un’azienda che si occupa di progetti editoriali e sviluppo siti web. Da lì gestiamo anche il network Mamma Felice”.
Ti aspettavi un successo del genere?
“Ero più preoccupata dal fatto di riuscire a camparci. C’era da aprire una strada, inventarsi un lavoro, capire come muoversi. Sono serviti molti sacrifici ma nella mia testa, la direzione da prendere, la vedevo eccome”.

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