Nel film “Little Miss Sunshine” si estremizzavano le manie di una famiglia unita – con tutti i deliri del caso – nell’obiettivo di far partecipare la bambina di casa ad un concorso di bellezza. Ma Federica Busa, insegnante di Ravenna, mamma di Rebecca, che dall’età di cinque anni – oggi ne ha nove – partecipa a selezioni e casting nel mondo moda e pubblicità, mette subito le mani avanti: “Questo mondo è spesso demonizzato. Ma se una famiglia trova un equilibrio, di nocivo e pericoloso non c’è nulla”.
Federica, a cinque anni tua figlia di certo non era in grado di decidere se le piacesse essere protagonista di uno spot. Come avete deciso, tu e tuo marito, di farle conoscere l’ambiente?
“Tutto partì per gioco. Lessi sul giornale che cercavano bambini per girare uno spot della Clementoni a Bologna. Decidemmo di andare e scelsero proprio Rebecca. Ammetto che quando i bambini sono così piccoli, è più una voglia dei genitori. Ma credo che l’importante sia fare i conti con i propri figli”.
In che senso?
“Rebecca è sempre stata una bambina con una gran parlantina, in casa fin da piccolissima ha sempre inventato scenette e spettacoli. Non sa che cosa sia la timidezza. Non è stata mai una forzatura metterla davanti ad un obiettivo”. 
Quante volte all’anno è impegnata?
“Cinque o sei, non di più. Se ci chiamano ma lei preferisce andare alla festa di compleanno dell’amichetta piuttosto che a catechismo, non andiamo. Abbiamo sempre ascoltato le sue esigenze e assecondato i suoi desideri. E poi non voglio che perda troppi giorni di scuola”.
In famiglia e tra gli amici avete dei detrattori?
“In famiglia no, chi conosce Rebecca vede quanto è esuberante, energica. Sa che le piace fare foto, è l’unico momento in cui sta ferma. Sa che si sente a suo agio, che non ha mai fatto un capriccio. Tra i genitori dei suoi coetanei, qualcuno ci critica. La paura è che i bambini non vengano trattati come tali”.
E invece?
“Non c’è sfruttamento. Esistono agenzie serissime che offrono tutte le tutele necessarie. I bambini hanno delle pause per giocare, riposarsi e fare merenda. Però in una realtà come Ravenna questo è un ambiente che sembra lontanissimo. A Roma e Milano moltissimi bambini sono coinvolti. Rebecca ha girato da poco lo spot della Bambola Sbrodolina, che sta passando su molti canali. Qualche genitore non approva, a qualche mamma invece piacerebbe ma magari il marito non è d’accordo”.
Non hai paura che Rebecca, con i bambini della sua età, sia dia delle arie?
“No, l’ho sempre messa in guardia dicendole che se avesse iniziato a fare la smorfiosa, a vantarsi, l’avrei fatta smettere. Ma non è mai successo”.
Credi che da grande Rebecca lavorerà in quel mondo?
“Non credo, non ha nemmeno l’altezza giusta per fare la modella. Lei dice che vorrebbe fare la stilista. Io la vedrei di più nel mondo della recitazione. In ogni caso, le lasceremo fare quello che le piace, dalle superiori in poi”. 
Ti dispiacerebbe molto, se smettesse?
“No, continueremo a fare la vita normale che già facciamo. Non campiamo certo dalle entrate delle pubblicità. Rebecca non è mai stata chiamata dai grandi marchi, dove girano budget alti. Nelle aziende medie la crisi si sente e le cifre sono normalissime. In certi casi non pagano nemmeno: regalano pezzi di abbigliamento. I soldi che arrivano li stiamo mettendo comunque da parte per quando Rebecca sarà grande: saranno i suoi”.
C’è un aspetto divertente in questi ambienti che appaiono così lontani dalla realtà?
“Sì, si fanno tante amicizie, sia tra i bambini che tra i genitori. Ci si sente, ci si rivede per un caffè, un pomeriggio insieme in un’altra città. Non è così diverso da uno sport agonistico. Ma se un giorno Rebecca dovesse dirmi che non ne ha più voglia, finirebbe lì”.
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